Il mio Natale al riparo dei dpcm, circondata da persone con uno stecco di agrifoglio nel cuore

Spesso i miei articoli sono fuori dal coro e un po’ bastian contrari e questo, visto il periodo, lo sarà certamente più di altri.

Scriverò del Natale e del mio totale disinteresse di non poterlo passare con i miei cari, anzi, per certi versi Conte mi ha fatto un favore a chiudere comuni e regioni.

Non insorgete, ora mi spiego. Non sono una delatrice della famiglia, anzi, me ne sono fatta addirittura due e cerco di essere presentissima e amorevole anche con tutti gli amici più stretti, che considero famiglia anche loro, ma il decreto natalizio non può colpirmi a livello di parenti di primo grado e ora vi dico perché.

Io sono orfana da molti anni, ci ho messo tanto tempo e moltissimo impegno per non farmi mancare i miei genitori il giorno di Natale, quindi ora con sta pandemia mi trovo avvantaggiata, se così si può dire.

Ci sarebbe però la famiglia di mio marito e qui si apre un capitolo quasi più doloroso della mia orfanitudine.

Stiamo insieme ormai da molti anni e siamo sposati da quasi due, ma non abbiamo mai, mai ricevuto un invito per Natale; quando il figlio lo ha fatto presente gli è stato detto che noi possiamo andare da loro quando vogliamo, non abbiamo bisogno di un invito, quindi mai nulla di organizzato, atteso, preparato col cuore, ma solo sì dai, se proprio vuoi vieni. Per anni ho organizzato il Natale io, da noi, non accettavo che loro ci fossero, a differenza dei miei, e che non gliene fregasse nulla di passare le feste con il loro figlio, con la famiglia, io ho bisogno per la mia storia di unire, tenere insieme, creare occasioni per stare bene insieme ma con loro non ci sono purtroppo mai riuscita fino in fondo. Loro sono riusciti ad insegnarmi che ad un certo punto è bene lasciare perdere, io che alla fine bene o male sono sempre riuscita a smuovere anche le montagne, ma con loro no.

L’ultima volta che è venuta lei, 4 anni fa, non ha voluto mangiare quasi nulla a parte una minuscola fettina di arrosto, avevo cucinato per ore come faccio sempre in queste occasioni, per me il preparare con cura il cibo e addobbare casa con luci e profumi sono gesti di amore profondo che però in alcuni casi cadono nel vuoto. L’ultima volta invece che è venuto lui, 2 anni fa, avevo preparato personalmente i tortellini, fatto il brodo di cappone e l’arrosto delle grandi occasioni, spignattavo dalla vigilia e lui si è portato il cibo da casa senza chiedere nulla, una teglia di lasagne oltretutto da cuocere completamente anche se lui diceva che erano solo da riscaldare, per cui siamo stati un’ora e mezza davanti al forno a cercare di riempire l’imbarazzo con discorsi sul tempo e Massimo furioso e muto. Da quel momento ho deciso che non li avrei mai più invitati, erano troppo mortificanti e tossici, ma i natali solo noi rimangono un discreto dolore, è come essere orfana due volte, anzi quattro.

I miei suoceri sono come Scrooge all’inizio del Canto di Natale di Dickens e non credo che miglioreranno mai:

– “Non siate così di malumore, zio – disse il nipote.

Sfido io a non esserlo – ribatté lo zio – quando s’ha da vivere in un mondaccio di matti com’è questo. Un Natale allegro! Al diavolo il Natale con tutta l’allegria! O che altro è il Natale se non un giorno di scadenze quando non s’hanno danari; un giorno in cui ci si trova più vecchi di un anno e nemmeno di un’ora più ricchi; un giorno di chiusura di bilancio che ci dà, dopo dodici mesi, la bella soddisfazione di non trovare una sola partita all’attivo? Se potessi fare a modo mio, ogni idiota che se ne va attorno con cotesto “allegro Natale” in bocca, avrebbe a esser bollito nella propria pentola e sotterrato con uno stecco di agrifoglio nel cuore. Sì, proprio!

– Zio! – pregò il nipote.

Nipote! – rimbeccò accigliato lo zio, – tieniti il tuo Natale tu, e lasciami il mio.”

Ecco il mio Natale al riparo dai dpcm, dove chi amo di più è vicinissimo per fortuna. Rimane però un po’ di invidia per le vostre famiglie più larghe, belle e unite, lasciatevelo dire.

Jim Carrey nel film Canto di Natale (2009)

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