Una casa hippy-colorboho-fucsiaverde-chic, la biofilia e lo stra-ordinario…

Oggi mi sento estremamente felice!

Forse perché fa un pochino meno caldo di ieri e mi sento meno appiccicaticcia, o forse perché stamattina sono venuti a montare la tenda da sole e ho cambiato la posizione delle erbe aromatiche e del tavolino in balcone e mi sembra che lo spazio sia di più e più armonico e anche Pipi apprezza. Nel pomeriggio ho un po’ studiato per il concorso di martedì e ho letto cose belle sulla biofilia, ossia sugli apprendimenti in natura, all’aria aperta, sul rapporto tra bambini e verde per ripartire dalle radici e generare senso di appartenenza e cura del proprio ambiente di vita. Questa speciale educazione insegna a ricercare il benessere nell’abitare il mondo e specularmente nel sostenere l’interesse a prendersene cura e questo ha effetti epocali nel particolare momento che stiamo vivendo. Poi sono andata in centro a Sassuolo a sviluppare qualche foto del tulleday che finalmente la Giui ci ha inviato (stanotte, grazie grazie grazie Giui 🙏🏻✨♥️), in particolare quella per cui avevo già preso la cornice e che non vedevo l’ora di appendere. Non sapevo ancora quale sarebbe stata, ma avevo deciso esattamente dove avrei piantato il chiodino e che la cornice sarebbe stata diversa da tutte le altre che già sono diverse fra loro. Questa ormai è una casa hippy-colorboho-fucsiaverde-chic! Sui miei social trovate la foto di tulle.

Sono felice anche perché dopo essere stata dal fotografo ho passeggiato per il centro di Sassuolo come che fosse la prima volta, quasi da turista e ho trovato tutto stupendo! E allora vi voglio augurare di saper vedere sempre le cose come che sia la prima volta, con la magia di chi capita in posti stupendi e viene colto dalla meraviglia e non è che è necessario andare chissà dove, spesso basta concedersi prospettive nuove nell’ordinario. E tutto può diventare stra-ordinario!

Nella foto, il sagrato del Duomo di Sassuolo oggi pomeriggio

Pensieri in ordine sparso e luminoso

Benny che va da sola dalla parru e si taglia i capelli

La settimana prossima il concorso, precarietà che è anche possibilità, ad ogni passo incontro qualcuno che ho incrociato in incarichi, supplenze, viaggi dentro di me, ricordi quasi tutti belli, madeleine di fasi della mia vita ben precise e consapevoli

La scelta quotidiana di credere in me, di essere amorevole prima di tutto con me stessa

La paura e la rabbia cedono il passo alla serenità, al vedere le cose dal lato bello, perché c’è sempre un lato bello. Sempre.

Lasciare le unghie senza smalto per un po’, non so quanto, ma un po’.

I tatuaggi dei Polaretti

I sogni…… scrivere, lavorare in un negozio di fiori come apprendista

Il caldo che mi calza come una seconda pelle anche se ogni tanto mi pare di essere sottovuoto e il respiro si fa corto, quanto è buona l’acqua fresca!

Svegliarsi al mattino presto e aprire gli scuri con gli occhi ancora impastati di sonno, tornare nella penombra di casa velocemente per svegliarsi lentamente

Essere sempre gentile, lasciare un bel ricordo in chi incontro, dire sempre grazie, buon lavoro, salve, buongiorno, buonasera, buonanotte, come stai, ancora grazie, sempre grazie, ♥️

Spazzolare il pelo a Pipi ogni sera, sul balcone, quando arriva un po’ di arietta

Ricominciare a sentire il profumo del bucato, del timo, del basilico, delle rose

Dire ciò che penso in modo leggero, ironico, con un silenzio, con la gioia, con un piccolo pensiero, con una gentilezza o un ringraziamento, con forza a volte, ma sempre. Mai più tacere nella convinzione che fa lo stesso, perché in fondo ciò che ho da dire non è abbastanza importante…

Tornare a yoga prestissimo.

Lamenticchiandosi…

C’è un caldo birichino, la sinusite mi ha lasciata priva di olfatto e gusto e quindi il buono me lo devo solo immaginare per ora ma almeno non sento le puzze, la settimana prossima ho il concorso e poco tempo per studiare e anche un po’ di rabbia perché ancora a fare concorsi, alla mia età, governo ladro! però io davanti ai portici e ai colori di Modena mi infervoro e mi coglie una gioia inaudita! Nonostante tutto. E forse anche per tutto. Perché comunque sono molto fortunata e la devo smettere di lamenticchiarmi.

Oggi un mese dal tulleday, già.

Buona serata!

¥ ruamuro ¥

L’accaduto, l’ora e il non ancora

Con il passare degli anni mi sono accorta che uno dei modi migliori per accettare la vita che trascorre, a volte anche nel dolore, è il costruirsi dei riti di famiglia e scegliere e rispettare alcune tradizioni importanti. A ciascuno le proprie, l’importante è che ci siano e che si trasformino di anno in anno in occasioni per creare ricordi, sorrisi, unione, tenerezza, abitudini felici.

Oggi ad esempio siamo stati all’Infiorata di Pievepelago, come facciamo sempre per il Corpus Domini. Questa tradizione risale al 1600, quando il Papa incaricò alcuni pittori, fra cui il Bernini, di realizzare mosaici floreali per la processione solenne del corpo di Cristo. Il sacerdote cammina sui petali e per me è una immagine bellissima, quella di poggiare il passo su un tappeto morbido e profumato, colorato. È successo anche a noi, nel giorno di tulle.

Pievepelago è un piccolo paese dell’Appennino Modenese in cui la mia famiglia aveva la casa delle vacanze e lì ho trascorso le estati fino alla morte di mio padre. Per anni poi l’ho evitato come la peste, forse perché non ero ancora pronta a lasciar andare il mio dolore, le mie perdite enormi. Ci sono tornata di nascosto con Massi 5 o 6 anni fa, ma tanto nascosta non potevo rimanere perché tutti mi avevano riconosciuta ed era come che mi stessero aspettando, dopo tanto tempo! Tante cose erano cambiate e pian piano impari che è normale e giusto così, ma sai anche che in realtà ciò che è importante e prezioso non cambia mai, non passa e non trascorre, ma ritorna, fedele e puntuale. Come i riti.

La prima volta che ci tornai incontrai la Filomena, l’energica signora ultra 90enne che abitava proprio nella casa accanto alla nostra. Massi se n’è innamorato all’istante. Presidiava la via principale del paesino, camminava su e giù, su e giù, non aveva ancora la badante; mi vede, sfodera il suo sorriso migliore, non credevo che mi avesse riconosciuta davvero e invece lei dice Vè che c’è la Cristina!!! Ma come stai? E io Bene Filomena e tu?, Uuuhhh, io ho la diabeta e non posso più mangiare niente (aveva un gelato in mano), però non mi lamento. Ma senti, dimmi come stanno i tuoi… Filomena sapeva che entrambi non c’erano più, un tempo lo sapeva… Le ho risposto che stavano molto bene e lei Ne sono proprio felice, perché siete delle brave persone, ve lo meritate! Quello era stato un incredibile momento di sintesi fra l’accaduto, l’ora e il non ancora! Ogni volta Filomena mi chiede come stanno i miei e credo che loro stiano benissimo e glielo dico.

Poi c’è Roberto, la persona più simile a mio padre che è rimasta nella mia vita, suo grande amico e compagnone. Insieme ne facevano di tutti i colori! Per il primo aprile una volta hanno fatto stampare un manifesto poi appeso in tutto il paese in cui avevano scritto in forma anonima, ma che pareva molto un annuncio ufficiale, che tutti quelli che si fossero presentati il primo aprile in piazza tal dei tali alle ore X con un paio di scarpe vecchie, ne avrebbero ricevuto immediatamente un paio nuovo; in tanti si sono presentati, ma di scarpe nuove nemmeno l’ombra. Risate sotto ai baffi però tantissime. E poi le partite a briscola fra di loro, al circolo! Ogni volta che mi vede Roberto un po’ si commuove e mi abbraccia forte, come faceva mio papà. Oggi gli ho detto, sventolandogli davanti la mano sinistra, Robby, noi abbiamo fatto una cosa, guarda!!! e lui Lo smalto? Carino………, Ma come lo smalto!!! La fede, guarda! Ci siamo sposati! e lui Io sto per fare 47 anni di matrimonio e mia moglie non ha mai avuto l’abbassamento di voce una volta!, Ok, lasciamo perdere. Quando vedo Robby mio padre mi manca meno e mi manco meno anche io.

A Pieve ho anche raccolto i fiori e le erbe per San Giovanni, a proposito di riti e la ciotola con acqua e fiori è già fuori, in balcone. Domattina ci laveremo il viso e le mani con l’acqua di San Giovanni unita alla rugiada degli Dei con cui stanotte verrà benedetto il solstizio d’estate. E saranno salute, fortuna e amore!

(Ph. Massi ♥️)

La rabbia accanto alla tenerezza. Anteprima di parole scritte…

La mia psicologa mi ha detto che il giorno di tulle ero stupenda e autenticamente io, in ogni particolare. Si è un po’ commossa vedendo le foto e io le ho chiesto se per caso diceva così perché è la mia psicologa e lei mi ha risposto che devo imparare ad accettare sempre di più i complimenti e i miei successi, perché me li merito e ciò che sono ora è solo per merito mio. Me lo dice sempre. Sarà vero?!

Sì! Ho fatto tanta fatica ad essere la me di oggi. Ho attraversato tantissimo dolore e la mia vita non era altro che una risposta perenne a ciò che facevano gli altri, alle loro pretese, alle loro incapacità di gestire problemi ed emozioni, al loro sentirsi più grandi grazie al mio farmi sempre più piccola, muta, invisibile. Non potevo e forse non sapevo scegliere.I sensi di colpa erano l’aria che respiravo e i miei respiri si sono spezzati a metà per decenni. Poi la scorsa estate sono stata davvero male, ero confusa e impaurita, tutta la stanchezza e la rabbia che avevo dentro cercavano canali per uscire e intanto scorrevano carsici in me. Non capivo perché non c’era più nulla di abbastanza bello, tutto mi feriva, il dolore aveva assunto le sembianze del non amore ed ero terrorizzata, mi sembrava di aver sbagliato tutto.

Ho chiesto aiuto subito perché volevo assolutamente vivere, non sopravvivere. La vita per me è sacra e non potevo tirarmela dietro così, come un cencio, fra delusioni e lamentazioni.

Il vero miracolo è stato trovare le parole giuste e non aver paura di dirle, perché ogni volta che taci qualcosa di importante in realtà ti neghi il diritto di esistere e di avere un tuo pensiero. E dopo poco queste parole ho iniziato anche a scriverle. Uscivano da sole e spesso stupivano pure me, che mi dicevo ma da dove ho ritirato fuori questo ricordo?! Questo pensiero da dove viene? e pensi poi che queste parole non interessino a nessuno, figurati e invece no.

La mia dottoressa insiste molto in merito a questo. Sta scrivendo seriamente, signora? , Ehm… dottoressa, avevo il tulleday, Certo, ma ora è passato e oltretutto le ha lasciato tantissime cose che sarebbe bello mettere in parola e poi mi scusi, ma anche Missiroli stesso le aveva detto -Scrivi!- giusto?, Sì! (e non ho aggiunto ma tanto lui lo dirà a tutti quelli che incontra! altrimenti la dott. mi avrebbe rimproverata di nuovo).

Tornata a casa dalla nostra seduta ho sentito che qualcosa era fiorito dentro di me e che era ora, dopo il tulleday, di procedere con il sogno successivo.

Apro quotidianamente le note dell’iPhone e scrivo lì, senza un filo logico se non quello che tutto ciò che scrivo mi appartiene straordinariamente, è nel mio dna…

Qualche frase presa dalle note… Com’è possibile che per tanti anni l’unico modo che trovi per vivere è il dolore?… è solo nell’oggi che ho imparato ad abitare. Dentro al futuro fabbrico il ricordo… DonBe e i due orologi… una sposa è il suo bouquet. Ed è il suo tulle. La sposa sa che il dono più prezioso è la cura… La rabbia accanto alla tenerezza, il gioco delle nuvole, Massi in certi giorni profuma di pane e di cotone bianco steso al sole. La fretta è un modo di tentare di vincere la tristezza…

Φως

(🇬🇷)

Tigli, gelsomini e quelle cose all’improvviso

Massi ha portato da mangiare a Pipi in balcone perché stava prendendo il fresco e non riusciva a girarsi, organizzare le zampe e raggiungere la sua ciotola in casa. Quando poi avremo la tenda da sole, e ormai manca poco, potrà abitarci, in balcone, passando da una cesta all’altra per dormire all’ombra del rosmarino, della lavanda, della rosa. Dove vorrà. E Massi gli porterà sempre la sua ciotola verde lì. Nessun problema.

Ieri abbiamo ripreso la quotidianità da dove l’avevamo lasciata il 24 di maggio e inizialmente le strade di sempre, le colleghe, i semafori, la scuola della Benny vuota, i bimbi un po’ cresciuti, il cercare parcheggio, il non trovare il parchimetro, la gente resa ancora più burina dal caldo mi hanno lasciata parecchio stranita, ma dopo un’ora mi sembrava di non essermene mai andata. E in diversi mi hanno chiesto come stai? e io ancora più felice, senza sapere però che avrei risposto così. Sono quelle cose che escono all’improvviso, non calcolate, che forse se ci pensassi un attimo in più nemmeno le diresti, sono molto scaramantica io.

Alla fine della giornata comunque ero tramortita dalla bellezza, soprattutto dal profumo dei gelsomini e dei tigli. Sono andata ad annusare apposta il gelsomino accanto all’ex cinema Embassy, ci andavo da ragazzina poi è stato chiuso e ora al suo posto c’è un locale. La cosa stupenda è che da dentro questo locale si può ammirare il glicine di papa Pio VI che si è arrampicato sulle ringhiere del fu Albergo Reale in pieno centro a Modena a partire da un virgulto donato appunto dal Papa nel 1799.

È tutta Φως!!!

A petali in giù e cioppini

Per me è stato terribile vederlo penzolare a petali in giù per due settimane e in alcuni momenti ho pensato che non ce l’avrei fatta, che l’avrei preso e nascosto per non vederlo avvizzire, che forse l’avrei addirittura buttato via. Fino ad oggi, quando ho realizzato che il mio bouquet è ormai un ricordo stupendo e prezioso di un giorno che rimarrà per sempre sospeso in un tempo e in una dimensione unici e irripetibili. Come quando è nata Benny, come quando è morto mio papà, come quando ho salutato per l’ultima volta la mia Nonnina, come quando Ermanno è venuto fino qui per il mio giorno di tulle.

Comequando.

Il mio tatuaggio nuovo, Φως, sta guarendo e mi piace tanto vederlo mentre faccio le cose più svariate. Mi ricorda che tutto è luce. Sono ingrassata di 4 chili, che gioia! A volte torna la fragilità, ma ormai è una amica cara. Tino è cresciuto tanto, Pipi invece dimagrisce ma io gli do il mio ragù, oltre al melone e lui sta meglio. Stamattina sono entrata in una bottega per comprare un po’ di pane ma il bottegaio mi ha risposto che non ne aveva anche se nel cesto c’erano diverse pagnotte. E io ma come?! guardando il pane e lui ma questo è di ieri, è vecchio. Allora ho preso dei grissini all’olio e gli ho detto comequando da piccola mangiavo dai nonni e sulla loro tavola non mancavano mai i cioppini. A quel punto al bottegaio sono venuti gli occhi lucidi, ha preso una pagnottina integrale fra quelle che aveva nel paniere e mi ha chiesto se gli permettevo di regalarmela perché queste sono più buone il giorno dopo e l’avrei portata a casa io. Era buonissimo!

Φως

Fiducia nella bellezza, anche se silenziosa e minuscola

Oggi qualche nuvola ha abbassato la calura degli ultimi giorni e immediatamente è scattata l’operazione ragù. La parte che più mi piace è andare dal macellaio a comprare la carne e poi dall’ortolano a prendere le verdure per il trito, soprattutto quando esploro negozi nuovi. Da un po’ di tempo amo molto chiedere consigli a persone più o meno a caso, tipo stamattina ero dalla mia fioraia del cuore per ordinare la ghirlanda di limonium e all’improvviso le ho detto sai mica consigliarmi una buona macelleria?! e lei certo! Vai lì, che la carne è buonissima e poi al macellaio ho detto scusi, sa dove posso prendere delle verdure buone buone? e lui in piazza, anche perché è l’unico che è rimasto, gli altri hanno chiuso… Il ragù è stato sul fuoco a sobbollire per quattro ore e mi pare proprio di essere stata consigliata meravigliosamente.

Il chiedere consigli spesso, anche a sconosciuti e il bisogno assoluto di r-accogliere le storie altrui fa parte della mia incrollabile fiducia nella bellezza che ci circonda, anche se è silenziosa e minuscola.

Ho ripreso dopo molto tempo ad usare la crema da corpo alla lavanda e la Grecia mi ha lasciato dentro tanto azzurro. Pipi stasera ha mangiato il melone, uno dei suoi cibi preferiti e così abbiamo un po’ sorriso e pensato che no, non ci lascerà finché mangerà il melone.

Tulle in lavanderia

Ho portato il mio tulle in lavanderia. Era sporco di petali di rosa, riso, coriandoli, peonia, fango, erba, polvere di stelle e di sogni, lacrime e sorrisi, briciole e spumante, pioggia e sole. Starà lontano per molto, perché per lavarlo serve tanta cura…

Ghirlande di limonium contro demoni e paure, mammografie e ira degli dei

A Naxos quasi tutte le case hanno appese alla porta di ingresso una ghirlanda di limonium statice e questa tradizione mi è piaciuta tantissimo! Da diversi anni sulla nostra porta è sempre appesa una ghirlanda intonata a stagione ed eventi e la prossima sarà ovviamente di limonium intrecciato al nastro che avevo nei capelli il giorno di tulle.

Il nome limonium deriva dal greco e significa prato, probabilmente perché fa sembrare un prato la palude in cui cresce; nel linguaggio dei fiori simboleggia il ricordo ed è detto anche rosmarino di palude e mare di lavanda. In Grecia c’è la tradizione di intrecciare i fiori in queste ghirlande il primo maggio come auspicio di bene e in particolare a Naxos il 23 di giugno, festa di san Giovanni, santo Ioannis, vengono accesi nelle piazze i fuochi di ai giannis e vengono bruciate le ghirlande per proteggersi dai demoni e dalle malattie. È una tradizione molto sentita e partecipata, bimbi e ragazzi saltano per tre volte accanto al fuoco e poi la festa va avanti per tutta la notte. Queste cose stupende me le ha raccontate Sofia, una cara amica greca.

I fiori sono un modo perfetto per proteggersi da demoni e paure e io amo tantissimo i piccoli riti, il valore dei simboli come unione e benedizione.

Siamo tornati alla vita quotidiana, anche se con molta rilassatezza perché siamo ancora in congedo matrimoniale. Stamattina ho fatto i controlli di routine al seno e mentre la dottoressa muoveva l’ecografo, indugiava sotto le ascelle, tornava in alcuni punti e confrontava con le lastre sullo schermo accanto a lei, io pensavo tantissimo alle ghirlande sulle porte di Naxos e alle paure profonde. Per fortuna la mia dottoressa è molto veloce e in mezz’ora ho fatto mammografia, ecografia e mentre uscivo dall’ospedale avevo già i referti sul fascicolo sanitario elettronico. Sanità pubblica, please. Va tutto benissimo, mi ha detto e allora io e Massi siamo andati a festeggiare al bar con succo di arancia e paste alla crema. Visto che c’ero, al centro commerciale ho preso anche un copridisplay nuovo per il mio iPhone, perché il mio me l’ha frantumato un sasso del tempio di Demetra che ho portato a casa per ricordo, così imparo a sfidare gli dei!

Φως