Come mia madre

Ho già i capelli quasi lunghi e non me n’ero neppure accorta. Mi sono sempre guardata poco, gli specchi non mi piacciono e in certi periodi neppure io mi piaccio, tipo ora. Capita. In questi giorni tocco le cose piano senza mai afferrarle, rifiuto inviti preziosi che però sono solo rimandati, continuo a fare cose belle anche se poi la bellezza non arriva fino in fondo, ma pace, anche questo capita e mi godo l’amore e la pazienza di chi mi è vicino. Che poi non è completamente vero, che la bellezza non arriva fino in fondo… Stamattina mi ha attraversata da parte a parte, risuonando come mai, forse. Benny ha iniziato le superiori, diciamolo all’antica, anche se ora si direbbe che ha iniziato la scuola primaria di secondo grado, ma a me piace pensare che ha iniziato le superiori e basta. Bè, la prof di italiano ha fatto fare un gioco alla classe, una specie di intervista a ciascuna per rompere il ghiaccio e iniziare a farle conoscere. C’erano domande tipo qual è il tuo libro preferito, il tuo film preferito, che cosa ti piace di te, che cosa cambieresti e soprattutto chi è il tuo eroe, la persona alla quale vorresti assomigliare e Benny, come che niente fosse, ha risposto che sono io, che vorrebbe diventare come me! È stata un’emozione fortissima, questa sì arrivata fin dove doveva. Al centro di me, dove lo sguardo delle persone speciali è sempre più benevolo e pulito del nostro.

Castello di Pompeano

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