Niente è più grande delle piccole cose…

Chissà com’è accaduto, che sono sempre stata così curiosa! Così affascinata e attirata da storie, le più diverse… spesso brutte, non a lieto fine, a volte raccapriccianti, che tuttavia stanno lì, con tutti i loro particolari, come tante polaroid scolorite e preziose in un vecchio album che quando lo sfogli fa rumore come di foglie secche calpestate in un bosco.

E io me ne prendo cura e, attraverso la memoria, mi prendo cura anche di me. Della bambina che sono stata. Delle storie che mi hanno resa così, esattamente così. Ultimamente vedo il bello di tutto questo, intravvedo un dono qua sotto e comprendo che le mie storie danno parole ad altri cuori…

Comequando… Non a caso.

Raccontare è un gesto sacro, perché quando trovi le parole giuste hai conosciuto, hai addomesticato, hai lasciato che quella narrazione ti cambiasse, per sempre. E i modi di raccontare sono tantissimi! Una foto, una canzone, un film, una poesia, un abito, un sorriso, un gesto di tenerezza, un pensiero silenzioso di benevolenza, un movimento lento e solenne, un fiore… nella certezza che ciò di cui ti prendi (o non ti prendi) cura torna indietro, come un’eco, come un karma. Sempre.

Ieri una persona molto cara che conosco da trent’anni, appunto, mentre mi sforbiciava una frangetta leggera e spernigata, mi ha detto che è orgogliosa della donna che sono diventata, di come è facile per me ora cambiare rimanendo sempre la stessa. Queste parole sono state una carezza e una conferma che mi rende forte e orgogliosa anch’io di me ed è tutto dire. Sempre ieri ho assistito alle riprese di un docufilm che racconta una vicenda pesante di quando ero bambina e che ricordo benissimo perché il corpo di una delle giovani prostitute fu trovato in un fosso dietro casa mia e questi omicidi sono ancora sospesi nel nulla perché il colpevole non è mai stato trovato. Ieri però sono state trovate le parole, le luci dei lampioni gialli sulle strade negli anni 80, i costumi di allora che non sono poi tanto diversi dai nostri abiti o travestimenti di oggi.

Oggi invece ho ripensato ad un luogo che confinava con il giardino delle scuole elementari che frequentavo e mia madre e la maestra mi dicevano “Non avvicinarti a quel cespuglio, che dietro ci sono i matti del manicomio!” e ancora oggi mi chiedo se era un modo di dire tipo se non la smetti di piangere arriva la strega e ti porta via o se era vero. La certezza è che con la nostra siepe confinava il giardino di una scuola speciale fatta di classi differenziali poi chiusa per decreto del tribunale dei minori per disumanità.

Disumanità, la porto dentro. Soprattutto oggi.

Non cercare un senso a tutto perché tutto ha senso

Anche in un chicco di grano si nasconde l’universo

Perché la natura è un libro di parole misteriose

Dove niente è più grande delle piccole cose. Simone Cristicchi

〰️ Riprese di Labbra Blu. 🙏🏻 Francesca e Roberta Vecchi〰️

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...