A immagine e somiglianza dell’io

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Questa settimana ho fatto un mucchio di cose e riesco a scrivere soltanto ora, con all’attivo il primo piercing, un viaggio di nozze prenotato, la dj per la festa conosciuta, piaciutissima e arruolata, una gita all’atelier della luce di Reggio Children, un sabato di cervicale e sonnecchiamento sul divano e una presentazione bellissima del nuovo libro di Missiroli poco fa.

Ha a che fare con la poesia, tutto ciò. Con la poesia quotidiana. Con lo spendersi fino all’ultima energia per poi godersi il riposo e anche il corpo che ti dice rallenta! Con il tenere vivi i propri sogni, cullandoli finché non arriverà il momento di poterli realizzare, senza fretta, perché le cose importanti e vere crescono piano, come gli alberi.

Credo che tutto ciò sia un importante movimento di esteriorizzazione, un portare fuori ciò che per anni ho interiorizzato e sappiamo che se sta troppo dentro marcisce, avvizzisce, muore, mentre sapersi portare fuori è vita, arte, poesia appunto. A immagine e somiglianza dell’io.

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