Portare la tristezza fuori dal piumino

Ci sono giorni in cui non ho voglia di portare la mia tristezza fuori dal piumino e non mi interessa proprio nulla se i pomodori stanno maturando, la rosa sta per rifiorire e oggi, proprio oggi, si può ritornare in sala a fare yoga, non mi interessa nemmeno che a letto vicino a me ci siano la Pepa e Tino detto Nino, Gino, Cino, Rino, Pino, a seconda.

Mi capita così, soprattutto al lunedì e non è per niente facile avere a che fare con la me triste; se la assecondi e le dici è una giornata così, dai, non succede nulla, fai quello che ti senti il rischio è che diventi ancora più triste, al limite della disperazione… Si può provare a forzarla un po’ e vedere che cosa accade, le puoi dire dai, vai a yoga, sarà bellissimo e poi sai che ti fa molto bene! e lei quasi sicuramente accetterà, si metterà i leggings più belli, si taglierà le unghie in modo che non si veda lo smalto sbeccato, cambierà la cover all’iPhone e sceglierà con cura gli anelli, perché è importantissimo ciò che vede quando è in quadrupedia e alla fine della pratica sarà molto soddisfatta di non aver assecondato la randagia disfattista e non importa se al mattino si è svegliata da sola per la prima volta dopo mesi perché la vita ha ripreso a scorrere e Massi è andato a lavorare e Benny è dal papà. Era da tantissimi lunedì che non accadeva, di rimanere da sola e avere una vita sospesa certamente non aiuta.

Capita di avere un po’ di paura quando la vita riprende e non sai bene che cosa accadrà.

foto Pinterest

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