Chiamiamola pure leggera follia…

Da ieri sono preda di un sottile senso di inquietudine, a tratti nervoso,

chiamiamola leggera follia, che è meglio.

Mi capita ogni anno a quest’ora, quando inizia il collettivo confronto delle precarie di nidi e materne di Modena e provincia, ti hanno chiamata? No! A me sì, mi hanno offerto bla bla bla, ma la pinca palla dov’è quest’anno? In quella graduatoria a che numero sono arrivati? Dovremo poi lavorare con la mascherina e ai bambini la febbre chi la prova, noi o la famiglia? e cose così, che si interromperanno finalmente soltanto quando arriveranno a me nella graduatoria a tempo indeterminato, e indeterminato l’ho scritto in grassetto perché mi piace dirlo forte, in cui sono. Probabilmente il prossimo anno, prima non credo. Nel frattempo accetterò la prima proposta che mi verrà fatta, le precarie spesso fanno così e ora mi sembra una cosa da farsi venire un bel nervoso, ma appena arriverà mi sembrerà tutto normale, come che sia sempre stato così. E riprenderò il solito tran tran, spero, quello che mi manca da febbraio.

Da febbraio!

Non sono mai stata così tanto tempo senza lavorare, benedetto coronavirus!

Oddio, non che sia stata con le mani in mano in questi mesi, ho rivoltato casa e l’ho cambiata in molti angoli, l’ho riempita di piantine, ho fatto corsi on line di ogni specie, ho rivoltato anche me come un calzino, mi sono guardata dentro, fuori e intorno, ho adottato un cagnolino speciale, sono diventata donatrice di sangue, ho letto decine di cose fra libri, riviste e articoli vari, ho scritto abbastanza, non molto come avrei voluto ma anche scrivere è un processo lento, complesso, che richiede tempo e pazienza, ho tenuto rapporti e amicizie con persone che non avrei creduto e ho un po’ perso per strada invece altri che credevo sarebbero sempre rimasti, ho piantato un orto e visto fiorire rose e peonie e ortensie giorno per giorno, ho pianto e ho riso, ho passato un concorso senza mai dirmi nel frattempo che sarebbe andato male, mi ripetevo solo che stavo facendo del mio meglio e che andava benissimo così, ho approfondito il cinema di Fellini e lo sono persino andata a trovare al cimitero di Rimini, mi sono chiesta decine di volte se sono al posto giusto e mi sono sempre risposta che sì, lo sono…

Sono arrivate le cartoline che avevo spedito dal Lago di Garda, mi hanno detto tutti che riceverla è stato un bel tuffo nel tempo passato, che è stato bellissimo trovarla nella cassetta della posta, che grazie grazie grazie, mi ha fatto molto piacere aver procurato tanta gioia con un così piccolo gesto,

le cose che sembrano più piccole in realtà spesso sono molto grandi.

Ieri ho completato e ordinato il mio primo fotoalbum, sempre col desiderio di non lasciare ricordi ed esperienze solo online .

Pasqualino si è messo a rifare la pipì in casa e devo telefonare al veterinario.

Stasera viene a cena per la prima volta una amica cara cara, il lockdown ci ha unite molto, ho pensato ad un menu vegano, vi saprò dire.

🤍🤍🤍

foto dal web

3 pensieri riguardo “Chiamiamola pure leggera follia…

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