Abitare un luogo che è tutto mio

Quando vedo mucchietti di pietre, semi, lavanda, biglie io non capisco più nulla e devo infilare la mano, toccare, stare lì un pochino… Immaginatevi quando stamattina al festival olistico sul banco del mio amico Marco ho visto questo cestino di acquamarine! Il toccare tutto mi rassicura, come i bambini, in particolare oggetti che mi trasmettono energie buone. Marco è stato il primo che mi ha fatto la campana tibetana. Mi ha letteralmente infilata in piedi dentro ad un campanone e mi ha suonata e, al di là del modo ironico in cui la sto raccontando, è stata un’esperienza che mi ha smosso un’energia incredibile e il desiderio di entrare in contatto il più possibile con suoni e vibrazioni positive. Quando suono ed energia mi attraversano riesco a vedermi dentro, a prendere le misure della vita che mi scorre attraverso e ho la sensazione magica e potente di abitare un luogo che è tutto mio, il mio corpo. Comunque mentre ero molto impegnata a toccare le acquamarine, mi sono persa una richiesta bizzarra di una cliente di Marco, che poi ha esclamato con il suo solito tono da guru toscano “Mentre tu ti concentri su un dettaglio, la vita ti scorre di fianco e ti perdi un sacco di roba!” e un po’, come al solito, è vero. Ci ho riso su ma anche pensato a fondo, a quante volte mi perdo dietro a ragionamenti e situazioni marginali tralasciando così tanta bellezza. Capita anche a voi? Felice fine di week end.

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