Stanchezze, somiglianze e briscole

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Sono molto stanca. Ho bisogno di una vacanza dal mio senso del dovere, dalla mia fatica di vivere qui e ora, dal mio perfezionismo, dal mio desiderio che sia tutto a posto e invece deve essere semplicemente vero, autentico, piccolo ma maestoso, non di meno. Domani andremo in montagna qualche giorno, devo trovare il coraggio di spegnere il telefono e pensare solo a respirare, amare, ridere, mangiare, anche bere, sì. Che poi non è che non lo faccia già, è solo che mi rendo conto che qualunque cosa mi può sempre raggiungere e no, basta. Almeno per un po’. Per fortuna ogni volta che posso mi fermo nei bar dove ci sono i tavolini rotondi con attorno i vecchi e gioco a briscola senza ritegno, potrei andare avanti per ore. E poi penso a Massi, che è quasi sempre accanto a me, e mi dico “Siamo proprio uguali, io e lui, perché dopo aver bevuto un bicchierone di acqua diciamo tutti e due -Che buona, l’acqua!- e siamo felici! Ma anche perché se una sera siamo in montagna e c’è freschino, tutti e due vogliamo esattamente la polenta con i funghi e la salsiccia e la finiamo in fretta, mangiando dallo stesso tagliere! E siamo uguali anche perché siamo sempre vicini, nonostante alcune cose ci facciano imbizzarrire e magari litighiamo, ma poi siamo sempre qui, noi due”. Ieri ho trovato una foto meravigliosa dei miei Nonnini, che si sono messi insieme quando la nonna aveva 17 anni e il nonno 19 e non si sono mai lasciati neppure quando la morte è venuta a prendere il Nonnino. Non si sono lasciati nemmeno con quella in mezzo perché nei suoi ultimi giorni di vita ricorreva il loro anniversario di matrimonio e il Nonnino non riusciva più a parlare, così si è fatto dare un bigliettino e una penna e ha scritto tremolante che amava tanto la Nonnina e ci sarebbe sempre stato, accanto a lei. La foto è già in cornice nell’angolo più bello di casa, quello in cui si mette ciò che è importante e sono orgogliosissima che in tanti mi stiate dicendo che somiglio molto alla Nonnina. È bene sapere da dove viene quello scintillio che abbiamo negli occhi, come mai abbiamo esattamente quelle sopracciglia fatte così è perché sorridiamo proprio in quel modo e non in altri. Felice Ferragosto, cari e care. Credo che starò in silenzio per un po’.

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