Lo straccetto

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Amo tanto scrivere, ormai lo sapete. Di solito farlo mi aiuta a rendere più dolce la realtà, a vederla con occhi diversi e a cogliere storie e bellezza. Stanotte però non ci sono riuscita, anche se ho scoperto che di notte nei corridoi del Pronto Soccorso trasmettono musica italiana di un’emittente locale, ma le canzoni erano talmente vecchie e brutte che mi saliva ancora di più il nervoso. Accanto a noi c’era un malato psichiatrico che delirava, diceva cose sulla morte e sull’inutilità della sua vita, era guardato a vista da una delle molte guardie che di notte passeggiano per il Pronto Soccorso perché un po’ violento. Che poi provavo a ricordare, da quando ci sono le guardie in ospedale? Comunque le infermiere erano molto carine con questo signore, lo conoscevano bene, mi è parso di capire che ogni tanto lui decide di andare a passare la notte là, così loro hanno portato del cibo scovato non so dove all’una di mattina e lui dopo aver mangiato è crollato dal sonno e stop. C’era anche un ragazzo con un polso o la mano rotta, non so. È uscito dalla sala gessi ridendo e dicendo che bisogna essere sempre positivi perché gli avevano ingessato la mano col pollice verso! Mi ha fatto sorridere, camminava per il corridoio come Fonzie, con sto pollice up e rideva. E poi c’era una signora obesa che faceva fatica a respirare. Dopo le lastre la dottoressa ha deciso di ricoverarla per polmonite ad entrambi i polmoni e il marito si è infuriato perché non voleva tornare da solo a casa, non voleva che sua moglie rimanesse lì. La dottoressa ha dovuto spiegargli perché era il caso che ci rimanesse, in ospedale, eccome e alla fine si è rassegnato.

Anche Massi è stato ricoverato e stavolta vederlo stare così male e a così poco tempo dall’altro ricovero, mi ha fatto venire paura, tristezza, rabbia. E una stanchezza che porta con se altri mille motivi. Di solito quando Massi rimaneva in ospedale io tornavo a casa e mi accoccolavo nel lettone con Pipi. Stanotte no.

Mi sento uno straccetto.

(Ph. Pinterest)

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