La galaverna, uno dei modi per essere felici

Durante le vacanze appena trascorse sono riuscita a rigenerarmi profondamente e ho fatto scorta di bellezza e di cose che amo, la mia rabbia grazie alla scrittura sta evaporando sempre di più e a me rimane la tenerezza e una vastissima scelta di modi per rinfocolare la mia gioia. Ve ne elenco alcuni, in ordine sparso: inventarmi parole dopo due o tre bicchieri di lambrusco che poi diventano gergo familiare (es: pumo: ), celebrare tutto (solstizio d’inverno, luna piena, morte, vita, compleanni di persone, gatti, piante, anniversari, onomastici…), stare nella natura più che posso a respirare, congelarmi la faccia, camminare piano, contemplare, raccogliere il sole a grandi bracciate, scrivere perché la scrittura mi sta liberando e salvando, spesso da me stessa e scelgo le parole con cura, ne imparo di nuove, prendo le distanze da ciò che racconto, non giudico ma racconto e basta e allora è molto più facile lasciar andare e quando la Ross mi dice qui c’è del potenziale ma devi ampliare, togliere, riscrivere, approfondire, etc. etc. etc. io rispondo no, mi dispiace, di quella cosa non voglio più scrivere e invece poi ne scrivo, eccome e ci salta fuori un racconto che ci penso per giorni, a quanto sono stata brava e coraggiosa e un passo alla volta sto realizzando il sogno che non avevo mai raccontato a nessuno, neppure a me stessa. E ancora esercito la gentilezza tutte le volte che posso, anche quando non vorrei, mantengo gli impegni presi, non faccio più finta di stare bene se non è così, leggo leggo leggo, accarezzo i gatti e ascolto le loro fusa, accendo la lampada di sale rosa, imparo dalla Benny, permetto a Massi di prendersi cura di me dopo essermi raccontata troppo a lungo che sono sempre io a curarmi di tutto, oddio come farò! Non posso fare tutto iooo e allora mi fermo di più e lascio spazio, appunto, cucino e a fine gennaio parteciperò ad un corso di cucina naturale e non vedo l’ora…

Potrei andare avanti ancora per molto, ma mi piacerebbe che ora foste voi a riconoscere e raccontare le cose che vi aiutano ad essere felici, a coltivare la gioia.

Vi lascio con la parola del cuore degli ultimi giorni: galaverna, in francese verglas, in inglese soft rime. È una parola emiliana tipica, infatti la Nonnina la usava sempre.

La Galaverna è quasi definita dallo stesso nome: è una specie di addobbo invernale di tutti gli oggetti esposti al libero cielo” Ciro Chistoni

Come amo gli addobbi!

Nella foto, galaverna alle Salse di Nirano (Mo)

5 pensieri riguardo “La galaverna, uno dei modi per essere felici

  1. Adoro la galaverna! Eh sì, perché adornare l’inverno mi rende felice. Non so perché, ma con il freddo mi vengono le idee migliori, o comunque le più strane…! Tante cose mi danno felicità. Oggi per esempio è sognare di vivere un giorno a Lisbona. Mentre nell’immediato penso al mio prossimo viaggio estivo e non so decidermi.

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    1. Sai Chiara che proprio domenica leggevo un nell’articolo su Lisbona capitale verde europea 2020? Sul numero invernale di Slow Home Slow Living. Mi ha fatto venire una voglia di andarci… non ci sono mai stata.

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