Varie ed eventuali dalla quarantena

Scrivo ancora dalla mia sdraio nascosta nel mio orto sul balcone e oggi qui c’è un grosso problema: un topo ha scavato la tana nel parchetto e scorrazza incurante dei vecchi che lo guardano dai loro balconi e che chiamano l’amministratore condominiale che dovrà venire venerdì con le buste di topicida, anzi giovedì dicono, l’amministratore ha appena telefonato a quell’altro del primo piano, viene giovedì e poche storie, poteva anche venire prima, dicono.

Poco fa mi ha telefonato Andrea, il mio amico assicuratore, era in fila per entrare alla coop, lui sta a Bologna e mi ha chiamata per chiacchierare un po’, ha fatto benissimo ed è stato superlativo quando mi ha detto che di lavoro ne ha molto ma ha deciso di andare in ufficio solo al mattino perché al pomeriggio si vuole occupare di Penelope, la sua bimba di quasi tre anni, non gliel’ha chiesto sua moglie, giuro, ha deciso lui perché è giusto così e nemmeno me l’ha detto è giusto così, l’ha fatto e basta e io sono tanto orgogliosa di lui per la passione con cui vede il mondo (tutte queste cose non gliele ho dette e non credo che legga il blog, un giorno gliele dirò, prometto).

Stamattina invece alla coop ci sono stata io e ho fatto una fila di mezz’oretta, davanti avevo un signore molto carino col quale ho parlato fino all’entrata, hanno saltato la fila due ragazzi, uno con una divisa arancione catarifrangente e l’altro in borghese ma col viso sconvolto, l’unico che si è lamentato a gran voce sperando che qualcun altro abboccasse e facesse casino è stato un ragazzo senza una mano che la fila aveva provato a saltarla almeno quattro volte ma quando io ho detto che probabilmente erano medici o infermieri e che la coop ha messo la regola che loro possono entrare direttamente si è messo tranquillo dietro di me a sputare nel tombino della fogna e almeno taceva. Il signore molto carino per quel che si poteva vedere da sotto la mascherina era abbronzatissimo, mi ha detto che sta in collina e dietro ha un bosco, c’è solo lui e anche se non si potrebbe al pomeriggio passeggia nel bosco e recita il rosario, gli ho detto che fa benissimo e lo credo veramente, questo mondo si salverà certamente attraverso le preghiere laiche, religiose e amorose di tutti noi. Alla fine della spesa nel parcheggio del supermercato mentre caricavo le sporte nel baule mi è apparsa a due metri di distanza la mia vicina, quella che mi parlava dal suo balcone l’altro pomeriggio mentre facevo chandra namaskar, mi voleva comunicare che presenterà un esposto ai vigili urbani per quel gatto grigio che vede sempre correre attorno a casa, le ho chiesto se per caso si riferisse a Tino ma no, non ce l’ha con lui, ha paura che sto gatto grigio si nasconda dentro al bidone della spazzatura ed esca all’improvviso mentre lei butta il suo sacco, anche a lei ho detto che fa bene a fare l’esposto perché credo davvero che in questa quarantena surreale ciascuno debba cercare di essere felice a modo proprio, facendo ciò che gli/le riesce meglio.

Mostra temporanea in casa mia

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