Maneggiare con cura

Oggi il mio esercizio di scrittura ha preteso un ragionamento sulla fragilità, figurati, è come invitare un’oca a bere, ho scritto così tanto che è arrivata l’ora di pranzo e non me ne sono neppure accorta.

Qualche settimana fa avevo ordinato sul sito di Zara home un vaso bellissimo, verde a pois e righe bianche, sapete che non posso vivere senza fiori, bè è arrivato rotto, ho chiamato subito il call center, mi ha risposto un ragazzo gentile dalla Spagna, che voglia di spiaggia mi ha fatto venire, gli ho raccontato tutto, mi ha risposto di buttare via il vaso rotto e anche di stare molto attenta a non ferirmi nello smaltimento, ho apprezzato che l’abbia detto, poteva non farlo, mi ha assicurato che nel giro di pochi giorni sarebbe arrivato quello nuovo. Prima di mettere giù mi ha chiesto se sulla scatola del vaso rotto c’era l’adesivo fragile, ho controllato, non c’era. Qualche giorno dopo è arrivato il vaso nuovo, perfettamente imballato in triplo strato di carta kraft e sul pacco un grosso adesivo che diceva FRAGILE, stavolta il vaso era intatto, quello vecchio però non l’ho ancora buttato, non riesco a separarmi dalle cose a pezzi.

Pensavo che bisognerebbe trattare tutto come che sia fragile anche se non c’è l’adesivo, io ci provo ogni volta a trattare pacchi, persone, cani, fiori, bambini, poesie, sorrisi, semafori, parole, cibi, messaggi con molta gentilezza, mi prendo il tempo necessario per farlo perché è giusto così, non mi importa se la fragilità è evidente oppure no, in un mondo gentile vivono meglio tutti, i fragili e i forti. Non dovrebbe esserci bisogno di adesivi nel mio mondo ideale.

Le randagie certe cose le sanno molto bene.

Stasera quando uscirò con Pasqualino raccoglierò le erbe per la notte di San Giovanni e anche dei fiori di campo da mettere nel mio vaso verde a pois e righe bianche.

Le giornate scorrono velocemente fra mille cose, da domani inizierò a preparare l’ennesimo concorso per un posto al ribasso, lo faccio perché mi sento più tranquilla così ma ho la certezza che stia per arrivare qualcosa d’altro, qualcosa di giusto per me, ora.

Leggo molto, scrivo moltissimo, curo i miei fiori e i miei animali, alla sera vado a letto distrutta e mi addormento subito, quasi più in fretta di Pasqualino e sono soddisfatta di essere una randagia fragile che ama tantissimo le storie e le parole.

Da maneggiare con cura però. Come ciascuno di noi.

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