Correlativo oggettivo: senza calze. Merry Christmas!

Un Natale senza calze, senza obblighi, senza ipocrisie, senza doveri, senza sensi di colpa. Ci ho messo tanti anni, ma alla fine ce l’ho fatta e non avrei mai pensato che potesse essere così liberatorio e leggero. Un Natale pieno di ciò che amo e che voglio, null’altro. Serve una buona dose di coraggio, ma ne vale davvero la pena. Per moltissimo tempo ho creduto di non avere mai scelta, di dover usare il mio coraggio per affrontare con forza e determinazione tutto ciò che mi accadeva, spesso a causa di altri; da un po’ ho imparato che invece il coraggio è bene impiegarlo nello scegliere con cura la situazione che ci fa stare bene e che ci riempie di scintillìo. Sembra un discorso facilone, da blogger tutta foderata di rosa e invece dire con forza i nostri sì e i nostri no fa crescere, ci permette di essere abbastanza grandi da assumerci la responsabilità di noi e della nostra felicità. Ecco la scintillanza!

Domani menocinquemesi.

Felice Natale!

“Onorerò il Natale nel mio cuore e cercherò di tenerlo con me tutto l’anno” C. Dickens

Di gianduiotti rovesciati e scintillanza

È quasi Natale, ormai manca veramente pochissimo e io ovviamente non sono più in me dalla gioia! E non fate gli Ebenezer Scrooge, che tutti in fondo amiamo il Natale.

Alla lezione natalizia di yoga è stato tempo di trataka, foto sciocche, sbilanciamenti e vino bianco. Al nido di gamberoni e vongole con la neve che cadeva fuori e anche lì vino bianco e sorrisi, tanti. È stupendo avere un bel posto nelle vite altrui e, soprattutto, sentirsi molto amati, ricordati, custoditi. E poi c’è la costruzione di un amore, anzi molti, la raccolta di immagini che dicono di me, di noi, di un sogno grande da portare nel nuovo anno e da realizzare, lo zio Ermanno che da Marsiglia dice ci sarò, le candele al profumo di serendipity e bourbon, molti bicchieri di lambrusco, risate, piume e il rossetto rosso, i collant scintillanti, i capelli che stanno tornando lunghi e non credo che li taglierò. Di certo ci sono i fiori, but first, flower. E i croissant. Domani arriva la Chiara dalla Mauri. L’altra sera ero in fila al forno San Biagio, una bottega storica in pieno centro a Modena, avevo bisogno di un sacchettino di biscotti al burro speciali da regalare e senza accorgermene ho preso contro ad una scatola enorme di gianduiotti e l’ho rovesciata! Pazzesco! Fino a poco tempo fa sarei morta di vergogna, mentre oggi chiedo scusa, rido e mentre rimedio cerco sempre di divertirmi perché gli errori e le sbadataggini ci ricordano che siamo frangibili e bellissimi ugualmente.

Mancano 4 giorni a Natale e la leggenda narra che diventiamo tutti più buoni. Non è vero. Se uno è falso ed egoista lo rimarrà anche a Natale, nonostante tutto. Scintillanza è il continuare a comportarsi come che niente sia, rimanendo fedeli a se stessi.

Buona attesa.

Cri e JamesBon alla lezione yogica natalizia

Terremoto, nuvola, gomitolo

È quasi Natale…

Ieri Massi ha portato Tino dal veterinario per la vaccinazione e il controllo. Il dottore però non è riuscito a visitarlo bene, perché si è messo a fare così tante fusa che con lo stetoscopio non ha sentito niente! I baffi invece stanno meglio, stanno ricrescendo. Sì perché Tino se li era incendiati una volta che era andato ad annusare un po’ troppo da vicino una candela al profumo di bosco di Norvegia.

Io invece ho finito il corso di storytelling ed è stata davvero una esperienza bella bella! Ho conosciuto persone e ascoltato parole, storie, racconti che ne è valsa proprio la pena. Ed è nato un personaggio che credo rimarrà con me per un bel po’ di tempo, una giovane donna di nome Amelia, che il mio maestro Ferdinando ha definito terremoto, nuvola, gomitolo di cose che accadono e questa descrizione la sento perfetta anche per me.

La giornata di ieri l’abbiamo poi conclusa a Il Posto, nostro posto del cuore ormai, fra lambrusco, cartoline vintage, domande sul Natale, ricordi di Modena com’era, e piazza XX Settembre profumava di stoffa quando ci appoggi il ferro da stiro sopra e anche un po’ di pipì e sono ricordi stupendi e poi progetti, progetti, progetti.

E voi, come state vivendo il vostro quasi Natale? 🎄

Sto vivendo forte…

Non scrivo da diversi giorni perché in questo ultimo periodo sto vivendo forte e sono entusiasta, un po’ stanca, con il tempo che passa molto più velocemente del solito, perché quando si è felici accade così. E poi, oltre alla vita che va forte fortissimo, mi è stato anche raccomandato di lasciare un po’ andare questo luogo e smetterla di far finta di non voler scrivere e di farlo seriamente, evitando di disperdere energie creative con questi post… Strong la questione! La condivido. Però io a Comequando voglio molto bene e ogni tanto le mie parole devono essere anche qui, lo trovo giusto. Stamattina in comune per una firma importante, poi posta per pagamenti vari, banca e nel frattempo John che mi ha venduto una pedanina natalizia deliziosa che da stasera farà bella mostra di sé in cucina. E voi? Come state trascorrendo l’attesa del Natale?

Per il silenzio e i suoi molti doni

io ringraziare desidero.

Mariangela Gualtieri

Stelline magiche in un Posto magico

Il diritto ad essere amati

Ogni week end abbiamo un appuntamento fisso che a volte comporta anche più di un giro, dipende dagli inconvenienti e dalle distrazioni capitate durante la settimana. Dipende soprattutto da Biscottino, che ultimamente intensifica di molto questi giri obbligatori, non avendo esso ancora compreso l’imprescindibilità della lettiera e d’altra parte lui viveva in montagna, in riva ad un fiume, quindi… Alludo alle molte visite di Massi alla lavanderia a gettone sotto casa con mastelle piene di roba pesante e profumata, ma lui ci va volentieri e ha fatto anche amicizia con il vecchietto che tiene pulite le lavatrici e le asciugatrici e che ogni volta lo ringrazia per esserci andato… Massi ormai sa tutto sulle macchine Miele, sui tubi di aspirazione dell’umidità, sul fatto che un’asciugatrice consuma 5 kwatt all’ora e che alla lavanderia a gettone sotto casa vanno persone mica solo di Fiorano, ma anche di Baggiovara, Modena, Scandiano, Sassuolo e persino Reggio Emilia! Caro Babbo Natale, credo di essere stata abbastanza buona quest’anno. Per favore, puoi portarmi una lavasciuga? Grazie. Tua affezionatissima Cristina Cattini.

A proposito di Biscottino, per lui il mondo a casa nostra è tutto nuovo e sta facendo molte scoperte. Una di queste è che si può bruciare baffi e muso se va ad annusare da troppo vicino Sardinia, la candela di Cera una bolla che avevo acceso l’altra sera e ora le vibrisse bruciacchiate di Tino profumano di mirto.

Domani è la giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne e le maggiori violenze si subiscono in famiglia, purtroppo lo sappiamo. Stavo pensando che per me la famiglia è dovunque c’è il diritto ad essere amati, perché l’amore è un diritto, non una delle opzioni possibili. Soprattutto in famiglia.

Splendenza

Stasera a yoga ho realizzato potentemente che il nostro corpo riesce ad aprirsi nella misura stessa in cui sa chiudersi e così anche il cuore e la mente. E non intendo la chiusura buia, quella è difesa, è paura. Intendo la chiusura della sacralità, dell’avere un centro luminoso attorno al quale raccogliersi, del rispetto che dobbiamo sempre a noi stessi e non è scontato. In questo modo anche l’apertura sarà altrettanto intensa e vitale. Detto questo, sto facendo i compiti che ci ha assegnato il maestro di storytelling e sono tramortita da quante parole silenziose mi ero sempre tenuta dentro! E che felicità vedere ora come volano, come escono con facilità, come spengano le paure e i giudizi. Come quando mi esce la verità e somiglia tantissimo alla splendenza.

Nata nuova

Non avevo mai avuto così tanta voglia di bello e di nuovo!

Mi sento nata nuova, anche se non so se riesco a dire bene ciò che intendo…

Le parole giuste possono essere più o meno queste: se il gelataio mi chiede se voglio la panna montata con la nutella calda sul gelato io rispondo sempre di sì e mi sembra la cosa più buona del mondo. In quel momento, eh, perché poi ci sono altre 133 cose più buone del mondo che posso sperimentare (al giorno). Se c’è da scrivere in francese alla stilista di abiti da sposa che ha l’atelier a Parigi ora lo faccio. Ora. E la stilista crede che mi chiami Amélie, come il mio nickname Instagram. Ça c’est parfait! Cerco le parole, anche in un’altra lingua, perché finalmente so che quello che ho da dire è importante, prima di tutto per me. I capelli rosa mi stanno bene. So che mi piace tanto tenere le mani in tasca, ma nel mio cappotto nuovo le tasche non ci sono e fa lo stesso. Domani inizio il corso di storytelling e sono felice. Se vedo un maglione fucsia non posso non prenderlo. Mi sento bella e anche questo significa trovare le parole. Se vado a fare l’aperitivo con le colleghe e vengo da cento mondi paralleli basta mettere il maglione con le paillettes e il rossetto rosso e sono pronta. Potrei continuare a scrivere di cose belle fino a domani ed è proprio per questo che mi sento nata nuova. Felice week end ❤️

Liberazioni

Ieri ho fatto un corso di scrittura con Marco Missiroli ed è stato pazzesco. Credo di non aver mai vissuto un’esperienza del genere. Anzi, ne sono sicura. Ho scritto cose che non pensavo avrei scritto e poi ho chiesto a Marco R. di raccontarmi esattamente che cosa è successo quella notte di 12 anni fa, quando è morto mio padre, ma solo quando sarò pronta e ormai manca davvero poco. A metà degli esercizi di scrittura volevo mettermi il mio berrettone di lana rosa perché avevo un gran male alla testa e anche un po’ di paura che scappassero pensieri e idee. L’ho infilato alla fine dell’incontro e l’ho tenuto anche per metà cena di compleanno di Benny, che non si sapeva mai. La storia è ancora lì, per fortuna. Ora però sono a letto perché ho bisogno di riposo, stamattina girava tutto. Ripeto, è stato pazzesco.

Il 9 novembre è per te

Sei nata a metà pomeriggio di quattordici anni fa, già quattordici e, detto fra noi, mi pare una cosa incredibile perché mi sembra che sia stato tantissimo tempo fa, ma anche ora, adesso. Forse perché si rinasce ogni giorno e tu sicuramente questa cosa la sai fare molto bene e me la insegni, ce la insegniamo. Quel giorno il cielo era grigio grigissimo, per qualche minuto è anche nevicato ed era venuto buio presto. Ricordo che avevo preparato con cura il cd da mettere durante il travaglio, erano praticamente tutte canzoni dei Dire Straits, volevo che nascessi molto rock, ma purtroppo il cd quel giorno non è servito e tu sei arrivata dopo una puntura in fondo alla schiena che mi aveva molto spaventata e non ho ancora capito da dove sei venuta, perché mi sei comparsa così velocemente accanto, ma ti ho sentita da subitissimo come completamente altro da me e penso che la radice più profonda dell’amore abbia a che fare proprio con il non fare mai come che quella persona sia tua. Abbiamo bisogno di cercare somiglianze per addomesticare, ma si cresce solamente grazie alla nostra unicità, all’essere in relazione con tutto, ma fondamentalmente con nulla di abbastanza simile a noi. In questi quattordici anni ti ho conosciuta, ri-conosciuta, a volte mi sembri sconosciuta e allo stesso tempo mi sei più intima di me stessa. Sei super rock e spesso mi lasci senza parole e mi dico che volevo una figlia esattamente così, oggi. Essere madre significa che insieme a una figlia devi ripartorire ogni giorno anche te stessa. La Nonnina ha scelto questo giorno, due anni fa, per tornare a casa e questo brilla dentro di noi come una pietra talmente preziosa che non si riesce nemmeno a dire. Ti ricordi quando ci raccontava che lei c’era, quando sei nata? Che era lì, con la levatrice? E che ho fatto tanta, tanta fatica? Bè, per me il 9 novembre è il suo racconto e ha il profumo di neve e il colore di metà pomeriggio quando la luce si abbassa e lasci che venga buio, che la vita si prenda cura di te facendoti il regalo più grande e inimmaginabile, benedetto. O meglio, Benedetta.

Buon compleanno, Amore mio

Noi siamo la media delle cinque persone che abbiamo più vicine

Vi è mai capitato di rendervi conto dopo moltissimo tempo che la questione era più semplice di quello che credevate?! A me sì e sorrido ripensandoci ora, ma non è che le cose si capiscono sempre subito, anzi. Ho trascorso molti anni della mia vita, ma molti molti, con la sottile sensazione di essere rotta, di essere sbagliata al punto che ci avevo creduto veramente, a questa cosa! Ho vissuto anni di dolori profondissimi che mi hanno dato una forma evanescente e credevo che la forza fosse nel saper resistere sempre, nel portare avanti le cose a qualunque costo e nell’esserci costantemente per tanti che però non lo meritavano, ma io mi amavo troppo poco per saperlo, per capire che stavo prosciugando la mia energia vitale nell’assecondare sguardi ingiusti e cattivi su di me. Mai, mai domandare agli altri la cifra del nostro valore! Lo ripeto sempre a Benny! E le dico anche che quando noi per prime conosceremo veramente il nostro valore e la nostra bellezza, allora avremo attorno solo persone belle, è inevitabile. Noi siamo la media delle cinque persone che più ci sono vicine e la mia media di oggi è splendida. Ma quanta rabbia prima, quanta ansia che mi faceva dubitare di quasi tutte le mie scelte e l’ansia e la rabbia sono altamente tossiche! Ho iniziato ad amarmi davvero quando ho capito che dovevo imparare a dire anche dei no, tanti no e che io non ero per tutti, anzi e, infine, che dire la verità è una delle forme più alte di amore, per se stessi e per gli altri.

Carissima me…

Rara e domestica…

Sto aspettando a scuola di Benny di parlare con il terzo suo professore con cui sono riuscita a prendere appuntamento stamattina, che ero libera. È la prof di inglese con la quale Benny andrà a Londra a febbraio. Fino ad ora ho sentito parlare di mia figlia come di una calma entusiasta, affettuosa e socievole, anche coi prof e ne vado fierissima. La mia giovane donna sta crescendo rara come una giraffa in città, ma anche domestica come un cagnolino (cit. Chiara Gamberale). Lo sapevo. Lo sapevo, anche quando per tre anni mi è stato detto il contrario, che non era mai abbastanza, ma lei alla fine il suo molto moltissimo è riuscita a tirarlo fuori, nonostante tutto. Mentre mi prendo il caffè al chiosco all’interno della scuola ripenso al bellissimo week end che abbiamo trascorso festeggiando il compleanno di Massi con amici importanti, gatti festanti, braccialetti di super eroi Marvel, profumo di zenzero e pepe nero, carbonare e torte alla frutta, poche foto, vino, tanto vino, castagne e pasticcini, pantofole a squalo, occhi lucidi e grazie!, no, grazie a te, che mi sei accanto da tanto tempo e siamo sempre nuovi, sempre desiderosi di futuro, insieme. Noi. Ripenso anche all’aver affrontato e lasciato dove merita di stare l’ultima situazione in sospeso del mio passato e per passato intendo tutto ciò che mi teneva legata alla vecchia me, alla persona che ero di riflesso ad altro che con me non c’entrava proprio nulla. Ho azzittito definitivamente sguardi e parole cattive travestite da amicizia e ne vado fiera. Buona settimana! ❤️

Praticate sempre l’amore e la gentilezza

Oggi mi sento allegra e un po’ spregiudicata, ma ovviamente nella foto non sono io, perché io avrei i capelli castani-rosa cipria! A proposito di questo ieri la mia collega Cecilia mi diceva che il giorno prima aveva spiegato ai bimbi che l’indomani sarei andata io a fare una sostituzione e ai bimbi ha detto così: “Bimbi, domani viene la tata Cri, sapete la tata dei medi, quella coi capelli rosa, un po’ magica?!”, presente, ho detto io! Descrizione perfetta, brava Ceci! Purtroppo questa settimana non sono riuscita ad andare a yoga perché oggi è festa, ma ieri sera ho tagliato la zucca per la vellutata che oltretutto mi è venuta buonissima, e credo che questo valga ugualmente come allenamento. Anche a Tino piace molto, questa vellutata. Nel mese di novembre accadranno tante cose belle… Due compleanni importantissimi, di Massi e Benny, purtroppo c’è anche l’anniversario del ritorno a casa della Nonnina, ma poi inizierà il corso di storytelling che sto aspettando da settimane e questo mi rende felicissima! E so che la Nonnina lo è quanto me. Anzi, di più. Oggi al cimitero io e Benny abbiamo messo fiori splendidi e per fortuna che ci sono i fiori, a colorare la morte… ciclamini rosso carminio e rose rosa antico, eriche bianche e arancioni… Intanto inizia a prendere forma un giorno molto importante dell’anno prossimo… Stay tuned! Passate sereni giorni di festa e praticate sempre l’amore e la gentilezza 💕

(Foto dalla bacheca Instagram di mrs_zanzi)

Provviste di dolcezza

Al rosa ci si avvicina pian piano, rispettando i propri colori, dentro e fuori. Così come ci si avvicina piano piano alla felicità. Saldando i conti sospesi, chiudendo con le persone patetiche e pretenziose, inautentiche, lasciando il passato dove è giusto che stia, indietro, abbastanza lontano da non sporcare i progetti, i sogni, il futuro. E di futuro ne vedo tanto, davanti a me.

La meraviglia di una casa sta nel fatto che essa ha lentamente deposto dentro di noi provviste di dolcezza. A. De Saint-Exupery

Come la voglio io

In certi giorni la pelliccia di Tino profuma di castagna, in altri di bucato fresco, in altri ancora di lavanda. Stamattina ho preparato piante e fiori per l’inverno e l’erba luigia faceva un profumo pazzesco, l’anno prossimo ci voglio proprio fare il liquore. In bagno ho creato il solito angolino invernale delle piante che hanno bisogno di luce e calore e vado molto orgogliosa di quella mensolina piena di verde. Poi al nido io e la mia splendida collega abbiamo cantato ai bimbi “Non amarmi”, ma ve la ricordate?! “Non amarmi perché vivo a Londra, non amarmi…….” “Ma non era -londra- era -all’ombra!!!”… Domani finalmente torno a yoga e poi andiamo a festeggiare il rogito, il 10 della Benny, l’intervento di Massi che è passato, anche se lui sarà a casa a combattere con le pastiglie di calcio. E festeggeremo anche il noi, finalmente. Perché la famiglia è di tanti tipi e a volte può essere allargata, pelosa, profumata, lirica, con molte cicatrici, ignorata da chi dovrebbe amarla, colorata, felice ma anche triste. Tutto, insomma. Come la voglio io. Finalmente.

La vita che mi respira accanto

Stanotte non riuscivo a prendere sonno e allora ascoltavo la vita che mi respira accanto, quella vita che mi è stata affidata, che scelgo e riscelgo ogni giorno. È proprio in questi momenti silenziosi che mi coglie come una vertigine, quando penso a tutto quello che è stato e che sarà, al coraggio e alla tenacia che ci vogliono e al senso di pace che si prova sapendo che anche gli errori sono stati giusti nella mia storia. È tutto in equilibrio. Il peggio è passato e io, Massi, Benny e i nostri micini siamo ancora qua e ogni giorno ringrazio e mi impegno perché sia per sempre.

Come posso io non celebrarti vita… 🙏🏻✨

Barbe rosa, Gianni nazionale, yogurt alla fragola e Londra…

Massi è stato in sala operatoria dalle 11 alle 18.15, ma ne è valsa la pena perché ne è uscito con una barba mezza rosa che altro che la mia chioma pink!!! Bellissima! Evidentemente il disinfettante funziona più del decolorante! Mentre lui era dentro, io ho fatto amicizia con una signora che aspettava, come me, su quelle tremende sedie e infatti vi volevo poi anche dire che il reclamo l’ho fatto, ma non per la questione delle 7 di mattina (vedere fb se si vuole scoprire di più in merito) bensì per la scomodità delle sedie e sono stata anche costruttiva, ho proposto delle poäng color avorio, che poi non si dica che sono solo una lamentosa. Comunque la Milena, che aspettava suo marito che invece era entrato in sala operatoria alle 8 ed è uscito poco prima di Massi, è una amica di Gianni Morandi e l’ho saputo perché mentre era in bagno ha telefonato suo figlio e da dentro alla sua borsa si sentiva uno su mille ce la faaaaa… In camera con Massi invece c’è Zaccaria, un arzillo e sorridente montanaro di 84 anni, domani proverò a conoscerlo meglio. Sono a pezzi, vado a letto, ma non prima di avervi detto che a Biscottino piace lo yogurt alla fragola e che la Benny vuole andare allo stage linguistico a Londra con la sua prof di inglese.

È tutto. Buonanotte.

Di chi prova a spegnere luci e non ci riesce (però nel frattempo che fatica!)

Abbiamo passato i tre anni delle medie come un inferno, per diverse materie e con diversi professori, la maggioranza. Abbiamo fatto test psicologici, perché ovviamente “la colpa” era della ragazzina, troppo timida, troppo tranquilla, troppo, troppo, troppo… Poi è arrivato il momento delle domande tipo “”C’è qualcosa che dovete dirci, qualche disagio a casa?…Benny oggi è scoppiata a piangere e non riuscivamo a calmarla, non ci ha voluto dire il perché…”… All’ultimo anno finalmente si è confidata e abbiamo scoperto, con dolore enormissimo, che era stata presa di mira da diverse bulle, in particolare da una, che diceva a Benny che era brutta, che era i voti che prendeva, cioè il nulla. Nel frattempo i prof. non si erano accorti di nulla e hanno addirittura dubitato che fosse vera la storia del bullismo, perché chi bullizzava mia figlia era una delle più brave della classe. Non l’hanno vista, non l’hanno guardata come un educatore deve guardare i ragazzi di cui ha responsabilità, non l’hanno accolta e difesa. Benny ha fatto il camaleonte, si è confusa con i muri, i banchi, le piastrelle della scuola perché la lasciassero un po’ stare e l’hanno lasciata stare anche i prof., che praticamente se la sono dimenticati, anche rispetto al rendimento scolastico. Per poi dire ai colloqui che non si impegnava, che guardava fuori dalla finestra, che c’era qualcosa che non andava, che forse il divorzio, che forse l’adolescenza, che forse il suo carattere…. che forse… E via di test psicologici per non trovare nulla che non andasse, anzi. E giù con le lezioni di matematica, due, tre volte alla settimana per tutto l’anno scolastico, anche in estate… e io e il papà di Benny tutti i pomeriggi a studiare con lei, a preparare le interrogazioni, poi questa cosa la faceva con Silvia, benedizione, e io, molto avvilita e devastata dalla fatica di non riconoscere mia figlia nelle parole degli altri adulti che la vedevano crescere, ho passato anni dolorosissimi.

Poi è arrivata la prima superiore.

In particolare oggi, questo messaggio di poco fa.

E allora, dopo averlo inoltrato a tutte le persone che amo e che si sono prese cura di Benny insieme a noi quando le era stato fatto credere che non avesse nulla di buono da tirare fuori, ho scritto queste parole. Che non saranno le ultime, rispetto a quegli orrendi tre anni di medie.

Ragazze magiche, poesie e baratti

Dopo il rogito della casa della Nonnina ho dovuto dire alcune cose a Gabriele. La prima, che gli auguro di essere felice in quel luogo quanto lo sono stati i miei Nonnini. Poi che dietro di lui, che confina col giardinetto, abita Barack Obama, ma di non stare a formalizzarsi troppo perché la Nonnina diceva che è molto alla mano. Infine che verso sera potrebbero andare a suonargli alcuni giocatori di diverse squadre di serie A, abituati ad andare a cena dalla Nonnina dopo le partite in tv, ma anche lì di non preoccuparsi troppo… La Nonnina era magica e mi ha tramandato questo dono. Io e Massi siamo in partenza per la montagna, devo andare a cercare del croccante di Fiumalbo da spedire al poeta Franco Arminio; lui in cambio mi ha mandato un libricino di poesie inedite. Come amo il baratto! È un sistema antico ma che vorrei attuale, perché è la misura di una società migliore. Qualche anno fa, quando feci il primo baratto sempre con lui, gli mandai un cotechino e lui mi scrisse questo messaggio: Ti devo conoscere! Noi emiliane siamo… magiche! 😀

Avete mai pensato che amare è un’arma contro chi non ama?

Buona domenica!

Rogito-day

Oggi è il giorno, quel giorno in cui la casa della mia Nonnina diventerà la casa di un signore molto carino, per fortuna. Il tempo è intonato ai riflessi del mio cuore. Volevo andare a salutare la casa, vuota, fredda, senza le cose della Nonnina, ma la Ceci mi ha detto no, non andare. La Nonnina non è più lì, ma è nel tuo cuore, nella tua vita, nella tua storia. E allora non vado. Forse andrò al cimitero, o forse no. Intanto il rosa è già svanito dai capelli e va benissimo così. Sarà una bella, dolorosa giornata!

Anche le suore di clausura vanno al mercato…

 

Non vado mai al mercato, ma stamattina sì. A Fanano. Ore 11.15. “Buongiorno signora, avrei bisogno di un maglione o di un pile aperto sul davanti, grigio, marrone o nero, non blu. Una XL”, la signora cinese mi da una squadrata e risponde “Ma tu non hai una XL, per te va bene la S!” e inizia a ravanare in mezzo ai maglioni… “Non è per me, è per la mia amica suora di clausura del monastero qua di fianco e le serve una XL perché deve usarlo sulla tonaca… Anzi, le volevo chiedere se posso prendere questi due maglioni neri, andare a farglieli provare e poi tornare…”, “Mah, veramente… non saprei…”, “Torno subito, grazie” e via. Stessa cosa nel banco di fianco, un pile grigio, la signora sorride e dice “Sì, sì, vada pure…”. Bello andare al mercato, la domenica mattina, da parte di una suora di clausura! Corro dalla mia Amica in monastero che si prova i tre maglioni e ne sceglie due, torno al mercato, pago e mi godo il sole autunnale caldo, il profumo della porchetta, guardo i fiori, vorrei prendere dei ciclamini fucsia poi rimando, penso che tante persone alla domenica mattina a Fanano vanno al mercato con il loro cane. Poi, dopo i tortellini in brodo a pranzo, io e Massi siamo finalmente riusciti a salire sulla Torre di Palazzo Lardi con Francesco dell’ufficio turistico, che bella! E la campana ha battuto cinque don proprio mentre eravamo lì, per due volte consecutive. Mi piace tanto guardare le cose dall’alto delle torri! Quella che inizia domani sarà una settimana di attesa… c’e da fissare la data di un intervento, quella di un rogito e anche prepararci ad allargare la famiglia perché sabato prossimo tutti insieme andremo a prendere Biscottino! Buona settimana a tutt*! ❤️

Io e Biscottino