Arrosti allo zenzero

Mentre ci facciamo venire in mente una bella meta per la gita di Pasquetta, la più quotata è Bologna, ripenso a questi giorni di festa…

Ho mangiato troppa cioccolata, bevuto vino buono, condiviso il tavolo in un locale strapieno a Fanano con una coppia molto carina che ci ha ospitati e chiacchierando abbiamo scoperto che lei e Massi erano compagni di classe alle medie, carramba!!! Ho cucinato il mio ormai famoso arrosto allo zenzero riflettendo sul fatto che ora mi piace proprio cucinare, ma fino a qualche anno fa no, per nulla; credo che col passare del tempo diventiamo davvero più saggi e comprendiamo quali sono i modi di prendersi cura meglio di noi stessi e di chi amiamo. Ecco perché ogni volta che possiamo ci sediamo al sole e stiamo lì tanto tempo. Ieri sera abbiamo festeggiato Biscottino che ha compiuto un anno e Caio sabato ci aveva dato una trota per lui, pescata direttamente con le mani dal fiume di Fanano. Tino rimane il micino preferito di Caio, anche se ce l’ha regalato e infatti ormai siamo un po’ parenti. Inutile dire quanto il regalo è stato apprezzato! Spazzolato via in meno di un minuto.

Felici resurrezioni!

Nascere non basta. È per rinascere che siamo nati. Ogni giorno. P. Neruda

(Coucou_illustration)

In certi luoghi l’amore viene meglio

Siamo a Fanano. Ieri sera abbiamo seguito in silenzio la processione della Triennale del venerdì santo. Le decorazioni di bosso in tutto il paese, i disegni della passione, lampadine rosse fioche ovunque, stelle e croci di carta appesi sulle vie, vetri decorati con la vita di Gesù e illuminati da dentro, la luna rosa perfettamente piena. Adoro vivere in silenzio e con passione i momenti principali della vita liturgica e credo che l’infinito che abbiamo dentro vada sempre ascoltato e protetto, qualunque voce abbia.

Ora il fiume scorre potente sotto la nostra finestra. In certi luoghi l’amore viene meglio.

Che rumore fa la vostra felicità?

Per me la felicità ha il rumore di ceste al sole con acciambellati dentro i gatti, di pomodori, fragole e papaveri che crescono velocemente, del ragù che si cuoce e dei riti pasquali, dei cin cin col vino bianco, ma va bene anche quello rosso, del bucato steso finalmente fuori, delle gonne gipsy e del tulletulletulle, del luccichio del pinguino di paillettes blu che mi ha regalato Benny per il compleanno, della stella di Massi e dell’alberello della Simo che custodisco attorno al collo con amore, del tappetino di yoga bagnato di sudore, di fiori e pizzo profumato per la prima notte di nozze donati dalle mie Amiche, delle attese, di un mazzolino di fiori di campo lasciato su una tomba amata e solenne, del sono felice di averti conosciuta e dello scegliere ogni giorno di amarsi e rispettarsi tanto. Del fare molto caso a tutte le piccole resurrezioni quotidiane.

E la vostra felicità che rumore fa?

Il tempo della consapevolezza e della gratitudine

Carissima me,

oggi ti auguro di ricordare sempre che fra il rosso e il bianco sta il rosa e pinkinside è pur sempre uno dei tuo hashtag preferiti. Ricordi, sei stata rossa per tanti anni perché dentro di te si agitava molta rabbia, ma anche bianca come naturale risposta, perché il mondo ti chiede fondamentalmente di essere sempre paziente e a volte cieca, muta e sorda, fino a quando qualcosa si è spezzato definitivamente e allora sei diventata rosa. Hai scoperto che essere troppo netta e dura alla lunga spezza anche te e che la vita va presa con tanta dolcezza e pazienza, senza porsi troppe domande e nella certezza che se senti il bisogno di cambiare non è perché sei sbagliata, ma perché è normale così e si cresce sempre, per fortuna. Ci sono faccende che ti hanno ferita tanto, tantissimo, ma oggi finalmente sai che quando una cosa ti fa troppo male puoi andare via, perché gli altri non hanno il diritto di trattarti come non sei e sovente nemmeno si chiedono come sei davvero. Hai imparato che lo scegliere è una delle forme più potenti di autoprotezione e fino a poco tempo fa non lo sapevi fare. Oggi sai scegliere vestiti, fiori, emozioni, felicità… Soprattutto la felicità, che fondamentalmente è sempre una scelta. L’amore, gli amici, i gatti quelli no, non li scegli, ti raggiungono loro quando è ora. Altri si allontanano, sempre quando giunge il tempo. È un incredibile equilibrio fra cura e distacco.

E allora festeggia, oggi alla grande ma anche un po’ tutti i giorni, perché il tempo della consapevolezza e della gratitudine è fra i regali più belli e va celebrato.

Happy birthday, carissima me!

Notre-Dame è il mio mondo, il mio letto, il mio nido, il mio tetto…

Notre-Dame è andata a fuoco.

È un dolore tremendo.

In questo momento stanno dicendo che la struttura in pietra è salva e diverse opere d’arte sono state preservate.

Un vigile del fuoco è gravemente ferito.

I jihadisti esultano.

Gli stolti dicono così la Francia impara ad essere antipatica.

I cattolici dicono è il peccato, l’anticristo che c’è a Roma.

Era il simbolo dell’Europa. È il simbolo dell’Europa.

La bellezza è molto fragile e la diamo spesso per scontata. Pensiamo che rimarrà lì in eterno, che ci sarà sempre tempo e invece in poche ore le cose cambiano, scompaiono, subiscono la distruzione e la morte ed è simbolo della vita, di come accade anche se noi ci raccontiamo altre storie.

Non sempre possiamo proteggere e salvare le pietre. Da ora e sempre di più possiamo però costruire e avere molta cura delle nostre cattedrali interiori, edificare e custodirle da uomini e donne liberi e onesti.

Notre-Dame è la mia

è il mio mondo, il mio letto

il mio nido, il mio tetto

è tutto qui il mio affetto

e il grido e la canzone

la follia, la ragione

mia passione e prigione

ci sei tu illusione…”

 

(La mia casa è la tua, R. Cocciante)

Un incendio ha devastato la cattedrale di Notre-Dame a Parigi. 15 aprile 2019

Come un banano

Alle volte mi sento un po’ come un banano fra i quattro muri di un chiostro, in città.

Oggi lo guardavo dalla finestra della saletta in cui ho fatto due bellissime pratiche yoga, accartocciato lui e accartocciata io; tendo sempre ad incurvare la schiena quando ho delle preoccupazioni, vere o finte che siano. Sì perché esistono anche le preoccupazioni finte, quelle che continuiamo a pensare di avere ma in realtà sono soltanto pensieri ricorsivi a cui ormai siamo abituati e continuiamo a ripeterceli come delle litanie, a renderli quasi reali a forza di dirceli.

E allora c’è bisogno di qualcuno che ci scrolli un po’, in modo da far cadere i pensieri vecchi e ricordarci che spesso siamo troppo duri, mentre occorrono soprattutto gentilezza, compassione e leggerezza prima di tutto verso di noi.

Felice week end!

🌴 Chiostro del Banano, complesso San Paolo, Modena 🌴

Tu non sei i tuoi anni

Tu non sei i tuoi anni,

né la taglia che indossi,

non sei il tuo peso

o il colore dei tuoi capelli.

Non sei il tuo nome,

o le fossette sulle tue guance,

sei tutti i libri che hai letto,

e tutte le parole che dici

sei la tua voce assonnata al mattino

e i sorrisi che provi a nascondere,

sei la dolcezza della tua risata

e ogni lacrima versata,

sei le canzoni urlate così forte,

quando sapevi di esser tutta sola,

sei anche i posti in cui sei stata

e il solo che davvero chiami casa,

sei tutto ciò in cui credi,

e le persone a cui vuoi bene,

sei le fotografie nella tua camera

e il futuro che dipingi.

Sei fatta di così tanta bellezza

ma forse tutto ciò ti sfugge

da quando hai deciso di esser

tutto quello che non sei.

Herin Hanson

A immagine e somiglianza dell’io

Questa settimana ho fatto un mucchio di cose e riesco a scrivere soltanto ora, con all’attivo il primo piercing, un viaggio di nozze prenotato, la dj per la festa conosciuta, piaciutissima e arruolata, una gita all’atelier della luce di Reggio Children, un sabato di cervicale e sonnecchiamento sul divano e una presentazione bellissima del nuovo libro di Missiroli poco fa.

Ha a che fare con la poesia, tutto ciò. Con la poesia quotidiana. Con lo spendersi fino all’ultima energia per poi godersi il riposo e anche il corpo che ti dice rallenta! Con il tenere vivi i propri sogni, cullandoli finché non arriverà il momento di poterli realizzare, senza fretta, perché le cose importanti e vere crescono piano, come gli alberi.

Credo che tutto ciò sia un importante movimento di esteriorizzazione, un portare fuori ciò che per anni ho interiorizzato e sappiamo che se sta troppo dentro marcisce, avvizzisce, muore, mentre sapersi portare fuori è vita, arte, poesia appunto. A immagine e somiglianza dell’io.

La mia famiglia è naturale perché a me è venuto naturale così

Faccio outing. Fino ad ora, a parte chi mi conosce bene, la mia storia recente si è potuta intuire solo a spizzichi e bocconi, come sto per farlo ora non l’ho mai raccontata su Comequando.

Sono divorziata e a maggio mi risposerò. Con Massi. La cerimonia sarà in Comune per scelta e non per forza perché, e questo è qualcosa che davvero pochissimi sanno, io e Marco abbiamo ottenuto la nullità dalla Rota lo scorso anno. Ci ha tenuto molto lui a questa cosa, io mi sono opposta per anni, ho discusso con lui e con l’avvocato, splendida persona che ci ha seguiti sia nel divorzio che nella nullità, ho detto loro che trovo l’annullamento un processo di rivergination inutile, perché comunque bisogna sapersi assumere la responsabilità delle proprie scelte mentre la nullità è affermare che l’altro non è mai esistito. Io però a Marco voglio molto bene, grazie a lui è arrivata Benny, la nullità per me ha significato solamente una possibilità di rilettura rasserenante della nostra storia e per questo io e Massi non ci sposeremo in chiesa. Non ci sposeremo in chiesa anche a causa dei tanti, troppi cattolici che mi hanno giudicata, mi hanno tolto il saluto, hanno mormorato dietro a mia figlia e che probabilmente in questi giorni sono a Verona al convegno delle famiglie, o ci vorrebbero essere.

Il divorzio non l’avevo mai considerato una possibilità, eppure ne ho avuto bisogno e dico grazie che ci sia. Non ho mai abortito e penso che mai lo farò, però anche questo è un diritto per cui ringrazio. L’amore gay non toglie nulla al nostro, etero, anzi, aggiunge tanto e pure per le unioni civili ringrazio, perché hanno reso il mio mondo migliore.

La mia famiglia è naturale, perché a me è venuto naturale così! Solo l’amore crea la famiglia, non i dogmi, non i governi, non le imposizioni.

Famiglia è dove famiglia si fa.

 

(Noi al Pride di Rimini 2018)

Le donne di Modena…

Modena non è solamente una cittadina, è soprattutto uno stato della mente e del cuore! Alcuni suoi luoghi fanno parte di me, come il sangue e le ossa… Il Leccio nel cortile del San Paolo, le campane della Ghirlandina a mezzogiorno, i portoni socchiusi, i portici che mi proteggono dal troppo che c’e fuori quando sono triste, il giallo, il rosa, il bianco sporco dei muri, la Pomposa, il Mercato Albinelli e Piazza XX settembre…

Senza Modena io non potrei essere io!

“La mia Modena? Bastardo posto ma pieno di vita!” Francesco Guccini

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Estremismi emozionali, follia e papaveri

Oggi, uscita dal lavoro, mi sono detta passo un attimo dal vivaio e prendo una piantina da portare al cimitero, sperando che non mi rubino anche questa… arrivo al vivaio e prendo il carrello… Per una piantina, il carrello! Sapevo già ciò che sarebbe accaduto. Sono uscita con 40 lt di terriccio, un vaso di coccio nuovo con relativo sottovaso, una peonia, una campanula per i miei, fiore poco appariscente e comune, forse non me lo rubano stavolta, papaveri, lavanda, prezzemolo, salvia, rucola e prima di tornare a casa con quel piccolo vivaio in auto, mi sono fermata al cimitero ad appoggiare la pianta. Ho salutato anche Giacomo, che è arrivato sabato; stanotte ha tirato tanto vento e avevo paura che i suoi bei fiori fossero volati chissà dove e invece era tutto a posto e una signora con la bicicletta parcheggiata accanto stava piangendo sulla sua tomba. Non mi sono avvicinata per senso di rispetto e di pudore, ma questa storia la porto dentro dal terribile giorno in cui la zia di Giacomo ha deciso di volare via insieme a lui; purtroppo però nessuno dei due aveva le ali ed è finito tutto sul marciapiede, fra tonfi continui di dolore. Conoscevo Giacomo, me lo ricordo, le tate ricordano tutti i loro bimbi, anche quelli solo sfiorati. Conoscevo anche sua zia, avevamo fatto il corso di storytelling insieme qualche mese fa. Mi faceva paura, ma ormai sono abituata ai miei estremismi emozionali e non ci avevo fatto caso più di tanto, era solo un breve incrocio casuale di strade. Ora penso che in realtà nulla avviene per caso e tutto ci insegna qualcosa. Nelle ultime settimane ho toccato spesso da vicino la follia, perché gli incroci di sentieri sono anche questo. Follia, a volte. Ho smesso di farmi domande in merito. Come direbbero i miei bimbi tata, è così e basta!

Nel frattempo mancano 60 giorni esatti al tulleday e il tempo passa velocissimo! E la Ludo del catering mi manda messaggi improvvisi con scritto piccole cheese cake con culis di fragole o sfogliatine alla crema pasticciera? Cestini di creme brûlé? Conetti di rosa nera?……… e cose così.

Che ci sia luna sul sentiero notturno di chi porta fiori.

(Prezzemolo, papaveri e salvia home made)

Rimanere sempre dalla parte del sole

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Questo è il primo fine settimana senza preoccupazioni grosse, con i preparativi ripartiti serenamente da dove eravamo rimasti, Biscottino acciambellato sul divano, una Yankee Candle wedding day accesa, donata da una amica luminosa, che emozione! e il sole fuori, dietro alla tenda, che cala piano. Nessuna corsa da fare, solo il dire cosa mangiamo stasera? Domani che facciamo? Potremmo andare qui, qui e qui, ma anche no, magari stiamo a casa, a letto tutto il giorno, forse usciamo a fare una passeggiata, forse al mare, o forse niente. Che poi niente non è mai niente, se a farlo siamo noi.

Stamattina dopo aver fatto due lavatrici, siamo troppo puliti in questa casa, sono andata dalla fioraia a prendere i miei fiori settimanali e a confermare il bouquet e il braccialetto floreale che indosserà Benny. Che onore, non pensavo che accettasse fiori addosso! E invece “Benny, la fioraia chiede se tu per caso per il tulle day vuoi la coroncina, il minibouquet, il braccialetto di fiori intonati al mio bouquet… Fa lo stesso, dai…” e lei “Sì, il braccialetto va bene!”! La mia figlia dark-nerd che accetta peonie e rose addosso per amore della sua mamma! Straordinario. Poi sarta, forno e pescheria. La quotidianità che scorre lenta, senza ansie, con il viso illuminato dal sole di primavera mi lascia estasiata, sul serio!

Felice fine settimana a tutt* voi! ❤️

Con le parole rimanere solari. So cosa potreste dire: l’essenziale è nell’ombra, nel mistero, nel procedere notturno. E poi, come si può essere solari quando l’umanità soffre ovunque, quando il dolore fisico e morale, la violenza e la guerra ricoprono ogni cosa? Ebbene, forse rimanere solari proprio per questo. Constatare, denunciare, sono compiti essenziali. Piuttosto dire che qualcos’altro è possibile, qui. Più passano i giorni e più aspetto con impazienza la luce, a maggior ragione se si fa breve. Rimanere dalla parte del sole. Philippe Delerm

 

Fusa in ogni angolo e distanze giuste

Avete visto che luna piena stupenda c’è stasera? Una superluna che coincide proprio con l’equinozio e ci racconta che la primavera fa nuove tutte le cose ed è possibile stare, rotondi e pieni, al di sopra di tutto, grandi ma defilati, appesi là, abbastanza vicini ma anche sufficientemente lontani, proprio come la luna. E stasera penso anche all’importanza di saper focalizzare la mente su propositi ben precisi e di non lasciare che siano le nostre emozioni, belle o brutte, a dominarci. Perché in balia delle emozioni non può nascere nulla di nuovo e di permanente. E allora spazio al bello che viene nonostante tutto e forse proprio grazie a ciò che è accaduto di brutto prima. Stamattina ho portato la Miranda dal veterinario perché ciclicamente sta male e, oltre all’antibiotico, mi ha dato gli aerosol! Capite, che cosa bisogna fare per amore?! Gli aerosol ad una gatta, chiudendola nel trasportino avvolto in un sacco della spazzatura e infilando dentro la mascherina che spara clenil e fisiologica. La ricompensa però è che in questa piccola casa ci sono fusa affettuose ad aspettarti in ogni angolo. Nel frattempo sono sempre più stanca e svanita e ho lasciato di nuovo le chiavi nel quadro della mia C1 e sono andata al lavoro. Nessuno me l’ha rubata. Non so se è un messaggio rispetto alla bontà dell’uomo o alla mia povera vecchia C1!

Ripartiamo da qui.

Ricetta infallibile contro cinismo e disincanto

Accadono cose che portano via il tulle e lasciano spazio solo a tanta ansia. Ansia perché ci si chiede sempre in che cosa si è sbagliato, io almeno lo faccio ogni volta. Mi metto in discussione anche quando non dovrei e non so più se questo è un pregio o un difetto, ma temo che la risposta giusta sia la seconda. A volte è semplicemente l’altro ad aver sbagliato, ad averti trattato molto male e magari ad essersi approfittato di fiducia e situazioni favorevoli. È l’altro ad aver messo in un sacco sporco il tulle e non è solo una metafora, purtroppo.

Per fortuna ho una ricetta infallibile contro il cinismo e il disincanto che regolarmente si impadroniscono di me: due Mon Chéri mentre lavoro, 10 peonie, molto gipsy e un pizzico di boho chic, respirare profondamente, sorridere e pensare che domani andiamo al centro benessere! Ed essere sufficientemente forti da cambiare ogni volta che se ne sente il bisogno.

Meno 70 giorni, 16 ore, 58 minuti e 35 secondi

Tulletulletulle

(📷 Tinotulle)

L’insostenibile luce di un’anima liberata

Posologia

Magnifica il tuo talento,

cammina in punta di piedi

come un viaggiatore invisibile,

abbraccia

la fragilità

scova

la gioia

annuncia

la grazia

dichiara

l’amore.

Tutto il resto

è tempo sottratto,

bavaglio stretto

parola infelice.

Debbo continuare?

Sentiti prezioso,

pieno di gemme

dalla testa ai piedi,

compresi gli organi interni.

E zittisci

gli sperperatori di bellezza,

gli assassini della tenerezza

i boia della lucentezza.

Di botto,

all’improvviso,

folgorali

con l’insostenibile luce

di un’anima liberata.

Simona Garbarino

Misura 9 io e 22 lui

Oggi pomeriggio abbiamo portato la fede della Nonnina dal gioielliere per rodiarla, farne una uguale per Massi, martellarle in modo che siano più luminose possibile e incidere dentro i nostri nomi e la data del giorno di tulle. Io ho la misura 9, Massi la 22. È stato molto emozionante. Torneremo in gioielleria i primi di maggio per provarle, per essere sicuri che siano perfette, al netto di caldo, emozione, dimagrimenti o inciccionimenti dell’ultimo minuto. Nel frattempo ho tolto gli anelli vari che tenevo all’anulare sinistro già diversi mesi fa nell’attesa di lei, di quel cerchio sottile brillante, con quel nome e quella data dentro e con una storia d’amore lunghissima, quella dei Nonnini, che continua e si trasforma, perché è vero che l’amore è per sempre anche quando assume altre forme.

Poi siamo stati dalla fioraia per il bouquet. “Quali fiori ti piacciono?”, mi ha chiesto, “Tutti a parte il garofano e l’orchidea”, le ho risposto, “Ah, ho capito! Ci vediamo sabato prossimo, che ne parliamo meglio…”, “Perfetto”.

Negli ultimi giorni ho anche riflettuto molto su Yama e Niyama, sui cinque no e i cinque sì. Lo yama sono le cinque regole morali ed etiche universali: 🧘🏻‍♀️la nonviolenza 🧘🏻‍♀️là sincerità 🧘🏻‍♀️l’onesta’ 🧘🏻‍♀️la continenza 🧘🏻‍♀️la non avidità. Il niyama invece sono i comportamenti positivi che possiamo avere, per noi stessi e nel rispetto degli altri ossia 🧘🏻‍♀️il purificarsi 🧘🏻‍♀️l’accontentarsi 🧘🏻‍♀️l’austerità 🧘🏻‍♀️lo studio e la conoscenza di se’ 🧘🏻‍♀️l’abbandono al divino.

Eccomi, io tendo a questo, a volte con più fatica, a volte con più semplicità e immediatezza, ma questi sono i miei passi quotidiani, i gesti che compio verso me stessa e verso gli altri. È necessario e utile ricordalo. Ricordarselo.

Carne, ossa e sogni

“Le donne più belle che conosco vanno nude

eppure mostrano più i denti che il corpo

non hanno confini, né scudi.

Vanno a galleggiare con il cielo tra le braccia,

sono semplici e radiose;

prendono e regalano gioia anche se le rompete a pezzi.

Sono forti, la loro magia è la libertà;

sono grandi, la loro bellezza è la bontà;

sono intelligenti, la loro arma è la verità;

sono sicure, non cercano accettazione,

loro sono il posto migliore dove restare.

Si accettano, si valutano

e dalle cadute imparano a volare.

Decorano il loro interno più del loro esterno,

vanno struccate, spettinate e aggrovigliate all’amore,

vanno libere, pazze e piene di colore.

Le donne più belle che conosco sono fatte di carne, ossa e sogni.”

(Cit.)

🌼Massi e i suoi fiori🌼

Mi piace il suono delle campane e gli elicotteri in volo!

Ieri siamo andati a Piacenza a conoscere Giui, la fotografa di tulle! Che bella cittadina, curata e civile, con persone sorridenti e profumate che andavano al museo e a teatro. E un dublin irish pub in cui mi sono fatta una mangiata storica, di quelle classiche post virus gastrointestinale: uova all’occhio di bue, bacon, pomodori, fagioli e salsiccia! Minimo. Ah, anche la cheesecake!

Giui ci ha chiesto se volevamo raccontarle qualcosa di noi e allora Massi ha cominciato a dirle che lui in foto viene male e lei non ci credo! e lui sì, è vero e lei hai un viso troppo interessante per venire male in foto, vedrai! A quel punto la Benny si è inserita nel discorso e le ha detto Io ti volevo parlare di Pippo, è il mio piccione domestico, l’ho conosciuto a Londra e poi l’ho ritrovato a Modena, sa dove vado a scuola. Sai, è un piccione viaggiatore e si è molto affezionato a me perché gli davo del gnocchino buono… Ho invitato anche Pippo al giorno di tulle e ha detto che ci sarà.

A quel punto io non potevo non dire a Giui che amo molto il suono delle campane a festa e guardare gli elicotteri in volo.

Non abbiamo macchine del tempo, ma abbiamo le fotografie. Giui

(Ecco qui la prima nostra foto scattata da Giui con la instax mini)

Qualche tonalità di rosa, aria pulita e irish pub

Mancano 86 giorni, 18 ore, 2 minuti e 50 secondi al giorno di tulle.

Sabato scorso io e Massi avremmo avuto gli assaggi delle torte ma ero capottata da un virus gastrointestinale mooolto aggressivo che mi ha fatto compagnia fino ad oggi. Per fortuna la Benny e la Giuly hanno fatto le mie veci in pasticceria e sono tornate a casa con un pacchettino di assaggi che io però sono riuscita a fare solo oggi, ahimè. The winner is………………………… non posso dirvelo! Devo stare molto attenta, conoscendomi, a non rovinarvi la sorpresa. È giusto così.

Ciò che posso dire è che ogni particolare sta avendo una cura dolcissima, leggera, a volte anche un po’ dolorosa, ma le cose di cui ci si ha molta cura trascorrono così, pensate, ripensate, all’improvviso e ogni tanto portano a riva un po’ di luminosa malinconia, qualche malinteso, in ogni caso moltissima luce.

I crochi sono quasi completamente fioriti e fanno quel profumo… anche il pan del coc! Tino si acciambella nel vaso rotondo del gelsomino e guarda lontano. Forse ricorda i suoi fratelli, le corse matte in riva al fiume. Quando è rientrato e mi è venuto accanto la sua pelliccia profumava di aria pulita, proprio come che avesse corso ai Ponti.

Venerdì potrò finalmente uscire e andrò a trovare la Coach al cimitero. Non ho ancora deciso che fiore le porterò, ma sarà certamente di una qualche tonalità di rosa. Riposa vicino ai miei, alla Nonnina, alla mia famiglia e d’altra parte anche lei per me è famiglia. Sabato invece avremo l’incontro con la fotografa del giorno di tulle, in un irish pub. Straordinario!

Buoni giorni 🌸

L’amore non è una benda, non è uno scudo, ma è una sutura: la stessa con cui il vento è cucito alla terra. M. Cvetaeva

(📷 Lido delle Bionde, Sirmione)

Che Dio ci voglia bene!

Certe giornate come ieri non possono che finire così, a notte fonda, sudata da quanto hai ballato e con nel cuore le tante verità che si riescono a dire perché ormai si è grandi e ce ne si assume la responsabilità, del nostro dire.

E mentre balli pensi e ripensi a lei, quella su cui l’amore si è chinato infinite volte la sera prima davanti a noi. “Io muoio!” mi hai detto stringendomi forte l’indice e io sapevo che stavi dicendo la verità, perché tu Coach hai sempre detto la verità.

“Dio ci voglia bene!” mi hai scritto un po’ di tempo fa. Non c’è dubbio che a te ne vuole, follemente, soprattutto ora.

Cin cin alla vita, Coach! Alla nostra