Blu, azzurro, acquamarina

Sabato dalla parru volevo farmi i capelli rosa, poi me ne sono dimenticata e quindi niente. Siamo arrivati finalmente a Bellaria, ci hanno accolti lampi e tuoni fortissimi e ci sono rimasta un po’ male perché per me mare è sole e caldo, però la cosa meravigliosa è che siamo tutti insieme e quindi va bene qualunque tempo c’è. Abbiamo camminato molto fra ieri e oggi, perché il tempo così così mi fa scattare la voglia di vedere e respirare angoli più o meno nuovi di luoghi apparentemente sempre uguali da tanti anni. E allora ecco quel gioiello della Torre Saracena a Bellaria e il borgo antico dei pescatori a Rimini, insieme al Crocifisso di Giotto e all’affresco di Piero della Francesca al Tempio Malatestiano. E tutte le colonie abbandonate sul lungomare, immaginando storie dietro a vetri rotti e a porte murate. Stasera dopo la doccia al sapone di Marsiglia e brezza marina, fritto misto, domani yoga in riva al mare. Amo molto il colore blu, azzurro, acquamarina e il bombolone alla crema per colazione… Buona serata 🙏🏻⭐️

Borgo antico dei pescatori, Rimini

Il caldo mi da alla testa

Il caldo mi da alla testa e faccio cose bizzarre, un po’ sceme. Tipo mangiare tonno e uova 20 minuti prima di yoga e rischiare quindi di svenire alla prima asana. Oppure tornare a casa al pomeriggio tardi e schizzare nel pianerottolo perché lì c’è fresco e il mattino dopo iniziare a cercare nella micro borsa, perché ora ho una deliziosa borsa color senape piccola piccola, le chiavi della macchina senza trovarle e precipitarmi quindi giù per le scale convinta che fossero per terra, nel parcheggio e invece le avevo lasciate nel quadro. Se ieri sera e stamattina avevate bisogno di una C1 per fare qualche giro era lì, sotto casa mia. Adesso l’ho chiusa, però. Mi dispiace. Ho bisogno di riposo vero, non di ferie dove devi fare in realtà millemila giri che non sei riuscita a fare mentre lavoravi. E con Massi bronchitico oltretutto le spese alla coop sono tutte mie. Ma da domenica vedrò il mondo da una sdraio in riva al mare ed è cosa buona e giusta. Nel frattempo ho raccolto i pomodori dalla pianta sul mio balcone. Che buoni e che soddisfazione! E nel pomeriggio intendo dedicarmi soltanto alle letture e ai polaretti. Ciao!

Pomodori e basilico home made, gioie mie! 😀

Visualizzazioni yogiche

Massi ha la bronchite e non si sa nemmeno se domenica può venire al mare con me per raggiungere Benny. Quest’anno è un continuo scompiglio di idee, progetti, appuntamenti. Comequando fissi piccole cose, cinema estivo, cena sushi, domenica speciale e poi spesso, molto spesso salta tutto e questo mi fa molto arrabbiare, ma tant’è, perciò reset, download-download-download… La vita mi ha abituata ad avere sempre un piano B e a non rimanerci troppo male mai, nonostante tutto. Rimango comunque libera di essere felice, a dispetto dei molti imprevisti fastidiosi e il bello è saper riorganizzare piani e progetti in modo che siano ancora più belli dei pensieri originali. Ad esempio, niente cinema estivo, ma guardare insieme, in penombra Orange is the new Black su Netflix è ugualmente carino. Il sushi dovrà attendere, ma l’insalata di polpo e patate della Coop è davvero buona. Devo fare diverse cose da sola, ma forse avrei scelto così comunque. Oggi andrò a firmare per la vendita della casa della Nonnina e ne sono contenta; anche qui ho dovuto attendere tanto a causa di ritardi e cavilli che mi hanno abituata a saper accettare abbastanza serenamente ciò che non posso cambiare. Sarò però molto meno felice quando la casina andrà vuotata, è ancora tutto come quando lei mi aspettava seduta sul divano e quando ci chiuderemo la porta dietro per l’ultima volta sarà un piccolo grande dolore, ma ora non ci voglio pensare. Passerà. Tutto passa e rimane il buono, ciò che nessuno può portare via. Nel frattempo questa estate ha il colore del giallo… giallo banana, giallo magliettina sottile di cotone sui pantaloncini corti, giallo citrino, la pietra dell’energia, dei progetti nuovi, della guarigione fisica, della forza psichica… e proprio in relazione a cristalli e pietre ho un bel sogno per settembre. Chissà… Nel frattempo vi volevo chiedere, ma anche a voi ad un certo punto mentre praticate yoga capita di visualizzare improvvisamente un piatto enorme di tortellini in brodo?! Perché a me sì… Buon pomeriggio trésors!

Tuoni e stelle

Mancano 163 giorni a Natale. Anche oggi è venuto il solito temporale quotidiano e il diavolo è andato in carrozza un bel po’! Conoscete questo modo di dire? Mia mamma quando ero piccola lo usava sempre e io le credevo e mi immaginavo il diavolo che seminava tuoni e fulmini in mezzo alle nuvole su un carro tipo zeus e mi nascondevo dietro al divano perché un po’ avevo paura. Oggi i tuoni mi piacciono e un po’ mi somigliano; fanno un gran casino, ma tutto passa in fretta e torna il sereno. O le stelle, come ora.

Sempre oggi, verso le 12 di questo 14 luglio, 32 gradi all’ombra, ho ripreso a stirare dopo non so neppure quanti anni che non lo facevo più. Preferivo usare il mio tempo per altro e cercavo di stendere bene benissimo. Anche nei giorni scorsi ho steso bene benissimo, poi però oggi ho deciso che avrei anche stirato, non perché ora ho più tempo ma perché… non lo so! Mi va così e credo che sia bello darsi la possibilità di pensarla diversamente, anche se credevamo che certe cose le avremmo sempre continuate a fare così. Poi pranzo sotto al portico di piazzetta Sant’Eufemia, una delle più belle di Modena; sta diventando un rito del sabato ed è un lusso enorme, credetemi, perché mangiare e bere cose buone in pace in angoli di meraviglia è qualcosa che nutre profondamente anche il cuore. Ieri ho avuto una bella notizia che attendevo da tanto. L’altra sera abbiamo fatto yoga sotto la luna ed è stato meraviglioso. La settimana prossima, la prima in ferie, ho in programma ritmi lenti, sveglia disattivata fino a fine agosto, ancora yoga, parole lette e dette, amici, Anna dai capelli rossi, valigia e mare. Luglio è un mese che amo molto.

Il tempo necessario

Ci sono persone a cui non dedichi il tempo che vorresti e ti dispiace molto, in alcuni momenti queste persone ti mancano e cerchi di averle vicino e di esserci di più. Ce ne sono altre a cui dedichi tutto il tempo necessario, quello che nutre e rende forte il legame e queste persone ci sono sempre, anche quando non ci sono. Poi ce ne sono altre ancora che non hanno bisogno di molto tempo, sono di semplicissima gestione e molto, molto rare, con loro c’è una sintonia speciale e pure loro ci sono sempre, anche quando la vita porta lontano. E infine ci sono le persone a cui hai dedicato tanto tempo e poi il tempo stesso ti ha detto che era troppo e che non ne è valsa quasi la pena e tu non sai se ci sono mai state davvero, queste persone o se era solo un incrocio di altro… e le riconosci perché ti spiano da lontano, ti hanno fatto regali riciclati e parlavano solo di loro, senza quasi mai chiederti come stai tu e il disinteresse è la cosa che pesa di più ripensandoci, soprattutto perché oggi sono le prime e a leggere i tuoi post e a guardare le foto in wathsapp, ma un come stai mai! Oh, il mio eterno desiderio di mantenere in equilibrio tutto! Pochissime cose rimangono in equilibrio e proprio per il semplice fatto di essere poche e vitali. Il resto necessita di energia giusta e misurata, nè più nè meno, anzi, spesso meno se vogliamo stare sul sicuro.

Sorridi, sempre!

Sempre così, trasparente

La mia borsa allo stato attuale delle cose contiene: una candela al profumo Sardinia di Cera una bolla, medicine, un regalino carino delle mie (ex) colleghe con cui ho pranzato oggi, Maestoso è l’abbandono, La ragazza con la leica vincitore del premio Strega e in libreria insieme a lui mi hanno dato anche un telo da mare di Einaudi, l’agenda perché non smetto mai di programmare, lo scontrino della granita alla menta, un regalo di compleanno, il catalogo Feltrinelli dei libri estivi… Peso 12 kg circa. Ogni giorno sembra che debba traslocare e sogno borse più piccole, ma è un sogno irrealizzabile, lo so già. Prima una persona che amo molto mi ha augurato di rimanere sempre così trasparente. Aspetto che venga ora di yoga e poi di divano, di parole e di sonno leggero.

Sempre da Maestoso è l’abbandono, di Sara Gamberini “Io non faccio mai male a nessuno. Ho sui palmi delle mani una zona rosso scarlatto, sempre accesa. Ho nel cuore un abbandono, per questo sono selvatica. Per questo mi nutro di un’energia primitiva, per costituzione. Lo stesso facevano mia zia e mia nonna. Siamo nate così”

Di terrori irrazionali e briscole

Ho il terrore del dentista, ma il terrore proprio. Di quelli irrazionali, che fai fatica ad elaborare e gestire, proprio io, che bene o male riesco ad affrontare e più o meno tutte le paure. Tranne questa e pochissime altre che adesso neppure mi vengono in mente. È solo che poi ad un certo punto dal dentista tocca andarci e pensi che forse era meglio se ci andavi prima e fai dei numeri da circo dicendo cose che vorresti vederti con gli occhi del dottore quando affermi che probabilmente la tua paura del dentista è genetica, perché anche tuo padre ce l’aveva e lo Zietto addirittura ce l’ha ancora! Poi chiedi se capita che qualcuno abbia attacchi di panico sulla poltrona e, in attesa che l’anestesia faccia effetto, domandi se per caso sei davvero sfigurata e gonfia in faccia come ti percepisci. Comunque ho fatto bene ad andarci, perché in sala d’attesa ho incontrato tre bambini che giocavano a briscola, facevano puzzle e sorridevano e a me è sembrata una cosa bellissima; inoltre il rumore dell’attrezzo che il dottore usa per la pulizia dei denti sembra un cinguettio di uccellini nel bosco e quindi a me pareva di essere appunto nel bosco a passeggiare! Si chiude una settimana intensa, che ha portato novità, soddisfazioni, stanchezze da pienezza alla sera, colleghe belle, vecchie e nuove, iscrizioni ufficiali a scuole superiori, la certezza che non devo temere i giorni bui. Massi è andato alla coop a prendere la dieta prescritta dal dentista, stracchino, gelato, yoghurt… Nel frattempo mi farà male qualche dixi con un breezer?! Felice inizio di week end! ❤️

(Vita da nido d’estate)

Orecchie (troppo) grandi. Bocca (troppo) piccola. Occhi (troppo) spalancati. Un giorno troverò il mio equilibrio, per ora dipendo dall’attimo.

(Pic Franco Maria Ricci editore)

Una poltrona a fiori in garage, appunti sulla forza

Mi capita ogni tanto di avere a che fare con persone più o meno vicine che dichiarano che loro, una volta intrapresa una strada, non tornano più indietro e te lo dicono come che sia una minaccia. Se decidono una cosa, quella è e deve essere. Se interrompono qualcosa, non torneranno mai più sui loro passi. Integerrime, inflessibili, implacabili, rigorose, loro sì. E si sentono forti, mentre in realtà sono forse solo dure e si perdono un sacco di possibilità. Io invece torno dappertutto! Ho capito che non c’è un avanti e un indietro, ma solo una necessità vitale di movimento costante e quindi pensare di essere tornata indietro o magari di essere andata avanti lo trovo estremamente riduttivo. Io vado, anche quando ripercorro strade vecchie e dolorose, torno in persone che mi hanno ferita, vivo esperienze nuove ed entusiasmanti, oppure faticose, ho a che fare con persone luminose, oppure piene di sè ed egoiste… Io vado, con tenacia, coraggio e umiltà. Nulla può mai essere assoluto, tutto passa e può cambiare, perché noi per primi siamo cambiamento, se lo vogliamo. E allora la forza principale diventa proprio la consapevolezza della propria fragilità. Fermati, guarda bene chi sei, prendi atto delle tue benedizioni e dei tuoi limiti e poi vai sempre oltre. Oltre le benedizioni e i limiti.

Nella foto una poltrona bellissima in garage, in attesa di essere buttata. Ciao Gilby.

Piccole felicità inequivocabili

Ieri ho fatto il mio primo bagno nel fiume in montagna! Io, che faccio fatica anche a buttarmi nell’acqua della riviera romagnola ad agosto! Poi tutta orgogliosa mi sono sdraiata a pancia in su al sole e ho fatto il gioco delle nuvole! Lo facevo sempre da piccina, in Puglia, d’estate; guardavo un po’ il cielo e un po’ gli incendi in lontananza, sulle montagne. Avevo anche un librino che leggevo e rileggevo, la storia di una bambina che sapeva raccontarsi favole bellissime grazie alle nuvole. Ieri nelle nuvole c’era un cane, che è diventato un orso e poi un cavallo e poi due conigli uno accanto all’altro, la Sardegna e infine un batuffolo enorme che avrei voluto staccarne un pezzo e appallottolarmici dentro. Benny oggi è partita per il mare, beata lei. Io sto aspettando che venga ora di yoga seduta sotto un albero nel parco, a piedi nudi; finisco il post e mi rimetto a leggere Maestoso è l’abbandono, che dice “a me bastavano pochi elementi, essenziali, non complicati, piccole felicità inequivocabili. Qui c’è un tavolo, sopra c’è un gatto e fuori piove, il gatto annusa la mia mano, non bisognerebbe mai dimenticare che prima di ogni cosa siamo stati accarezzati”… La vita è proprio una questione di felicità inequivocabili.

Costumino di wonder woman, acqua gelida e cristallina, capelli corti e leggeri. What else?

Cuore di neon

Programmare tutto nei minimi particolari e vivere pienamente ogni minuto della mia intensa giornata mi tranquillizza e mi rende felice, anche se arrivo a sera, a volte a notte, stremata. Come vi dicevo, in certe giornate attraverso tutti gli stati della materia. In alcuni momenti però non riesco più a programmare, mi infrango contro il concetto che ci sono alcune cose su cui nulla posso e questo di solito riguarda cose importanti, in salute e in malattia, in malattia purtroppo, spesso. E allora rischio di fermarmi allo stato estremamente solido, di quel solido che purtroppo rischia la rottura, che poi non accade mai, ma a costo di grossa, grossissima fatica nell’esercitare la flessibilità estrema dinanzi al cambiamento. Mi piace di più, molto di più, lo stato fluido, quello che scorre nonostante tutto, che assume la forma del necessario, che non si spezza ma al limite si arresta per un attimo. Eppure ora sono allo stato solido, come mi capita spesso dinanzi ad una minaccia di grigio o forse di nero; anche se so che certamente tutto passerà e che ho una scorta necessaria di luce per trasformare quel nero, nel frattempo è difficile. Sono solida, come il per sempre ogni giorno anche se quasi ogni giorno da tanto tempo mi sembra che sia tanto pesante arrivare al giorno successivo. Eppure poi arriva, ed è bello, nonostante tutto. Stamattina il Sindaco è venuto a fare visita ai bambini del nido perché qualche tempo fa loro erano andati in Municipio a salutarlo ma lui non c’era e quindi è venuto a dire ciao. Le mie colleghe gli hanno offerto una torta del Mulino Bianco perché avevano solo quella e a me è sembrata una cosa bellissima, avere sempre una torta di scorta per gli ospiti speciali. Che poi tutti gli ospiti sono speciali, se ci pensiamo bene. Massi mi ha regalato un profumo al monoï della Polinesia che mi piace tantissimo e ho sempre più voglia di mare, anche se manca ancora un po’. Ho portato a casa un neon a forma di cuore che volevo da tanto, perché dobbiamo sempre sapere dove si trova il nostro cuore per illuminarlo bene. Felice week end rovente.

Nella foto, il mio cuore di neon, L’armadio di Valeria

Pimpinella, non so perché

Erano diversi anni che non mi svegliavo a mezzogiorno di domenica e ovviamente non può capitare in nessun altro giorno, visto che la mia sveglia è pressoché sempre puntata alle 6.20 e chi mi conosce sa che per la sottoscritta questo equivale ad un flagello. Oggi è accaduto, che mi sono svegliata quasi a mezzogiorno e poi sono rimasta a letto a ciondolare fino all’una. Abbiamo pranzato quasi alle 3, dopo aver avviato una lavatrice, raccolto le fragole, deciso cosa fare nel pomeriggio e recuperato per messaggio mia figlia che non sentivo da quasi tre giorni e facendole credere che ero stata rapita dall’anonima sequestri giusto perché si preoccupasse un po’ e infatti si è proprio preoccupata! (su facebook trovate gli screenshot deliranti dei messaggi). Questo week end è trascorso fra progetti importanti per Natale, qualche discussione fra testoni (io e Massi ovviamente), rose quasi sfiorite ma non ancora e c’era anche la Pimpinella, vino in compagnia, risate e una mostra seria, serissima, che fa riflettere sugli ultimi accadimenti in Italia di chiusure di porti e altro.

Mia mamma mi chiamava Pimpinella, non so perché. Forse perché per lei somigliavo a quella rosa delicata e color iris, molto spinosa. Domani Benny ha l’orale dell’esame delle medie e poi finalmente sarà finita un’esperienza bella ma anche faticosa e per certi versi dolorosa. Poi vita nuova. E infine diglielo che i cimiteri non sono fatti sempre di terra, ma anche di onde, per chi fugge da una guerra (Annalisa Vandelli fotoreporter e molto altro, nella sua mostra “Vi lascio la pace”, chiesa della sagra, Carpi)

Museo giardino della rosa antica, Montagnana (Serramazzoni)

108 Surya Namaskara

Oggi è la giornata dedicata allo yoga e da alcuni anni per me il solstizio d’estate sta diventando un po’ come Natale! Sì perché due anni fa in una meravigliosa, per me prima, lezione di yoga al Palazzo dei Musei di Modena ho conosciuto il mio maestro e ho iniziato a praticare una disciplina che mi ha restituita al mio corpo. E stasera in Piazza Piccola a Sassuolo ho praticato insieme a decine di altre meravigliose persone i 108 saluti al sole, Surya Namaskara. Il saluto al sole si ripete per 108 volte solamente in alcune occasioni, come i solstizi appunto, ma anche per celebrare una persona cara o un progetto che ci sta a cuore. E durante questa lunga e impegnativa pratica viene molto semplice lasciar andare ciò che non serve, esercitarsi al vuoto, concentrarsi sul presente con tutti i volti amati, i sogni, il sentirsi un’unica cosa con un mondo che respira forte e che in quei momenti pare molto meno brutto. Ora sono entusiasta. E sto da dio. E non mi rimane altro che far sì che la mia vita sia un grande grazie!

Con Antonella. Piazza Piccola, Sassuolo. Yoga & Movimento.

Cicatrici al sole, massaggi rilassanti e regole così così…

Oggi, secondo giorno di ferie, sono riuscita a finire L’arte della gioia di Goliarda Sapienza, il libro di cui tanto vi ho parlato in queste settimane. È stato un congedo necessario da uno di quei libri imprescindibili e meravigliosi, forse il più pazzesco che abbia mai letto, ma che ad un certo punto deve finire perché è giusto così. Si arriva all’ultima pagina con la consapevolezza che quelle storie e quei personaggi fanno ormai parte di te e li ritroverai spesso nei tuoi giorni, ma non c’è senso di vuoto o desolazione, quel e ora come faccio? che mi è capitato di sentire alla fine di altri libri. E adesso Maestoso è l’abbandono, di Sara Gamberini. Non vedo l’ora. L’arte della gioia rimarrà però sul comodino così com’è, un po’ sbabiato dalla crema solare e spiegazzato, con le orecchie perché l’ho portato con me per molto tempo e sempre accanto a me deve rimanere. Ho passato la giornata in un centro termale incantevole a pochi passi da casa, purtroppo da sola perché la mia amica Ceci è dovuta tornare a casa in quanto il regolamento del centro termale non ammette l’entrata di bambini fino a 13 anni di età e sua figlia, che era con noi, ne ha 10. Motivo: possono fare confusione e turbare la quiete che deve esserci in certi luoghi. È la prima volta che ci capita di inciampare in questa regola, che posso capire ma che non condivido perché la maleducazione non è una questione d’età e comunque oggi l’ho incontrata ugualmente fra interminabili chiamate al cellulare urlate dalle signore stese al sole, logorroici signori bisognosi di raccontare la loro vita e che dovevano concludere tutti i loro pensieri con un ammiccante perché io ormai voi donne vi conosco! A voi donne piace questo, questo e questo e dopo i 40 anni è fisiologico che rompiate tutte le palle… passando per il gruppetto di diversamente giovani che non riuscivano a dire più di tre parole senza pronunciare bestemmie inascoltabili. Si è capito che non ho digerito molto bene che la Ceci e la Vinia non siano potute rimanere?! Per il resto ho passato ore davvero belle e mi sono concessa anche un massaggio rilassante divino e pensate se non lo facevo! 😜😂 Ho fatto conoscere il sole alla mia cicatrice, si sono piaciuti.

Nella foto: cicatrice al sole con attorno righe, righe, righe. Terme della Salvarola.

Di chiostri, boschi e farfalle. Oltre.

Ormai conoscete la mia idiosincrasia per il lunedì, ve l’ho raccontato, no? Ma oggi è stato un lunedì speciale, trascorso insieme alla mia amica suora di clausura e a passeggiare nei sentieri da sola, volgendo bene il viso al sole. Quando racconto che ho una cara amica suora di clausura spesso vedo occhi strabuzzati per via della scelta anacronistica, a dire altrui… “Ma come, una progressista-femminista come te, che tanto ha a cuore la libertà delle donne! Come fai ad avere una amica autoreclusa che si sottomette al Papa e a una società chiaramente maschilista?!”… Eppure lei è intimamente e profondamente libera perché ha trovato la sua personale via per l’Amore assoluto e delirante e ciascuno di noi ci arriva per il proprio sentiero e i passi altrui non si possono mai e poi mai giudicare, anzi. Abbiamo tanto da imparare dagli amori altrui.

Mentre passeggiavo cercavo i fiori e le piante che crescono in mezzo alle pietre, all’asfalto, nelle crepe, dove apparentemente è impossibile fiorire e invece loro ce la fanno. Sui fiori più colorati si posava sempre la stessa farfalla nera con pois bianchi sulle ali e il corpo arancione… un fiore, l’altro, l’altro ancora. Sempre lei. Mi veniva da sorridere ma ancora non avevo capito. Fino a quando sono tornata in paese e in piazza lei era ancora dietro di me, mi volava accanto e si è mostrata bene vicina, prima di andare. In quel momento mi è tornato in mente un racconto che ho letto molto tempo fa su chi se n’è andato ma torna a visitare chi ama sotto forma di farfalla! Abbiamo il diritto e il dovere di curare uno sguardo che sappia andare oltre. Oltre le apparenze, i giudizi, le pietre, la bruttezza, la violenza, la morte, il poco amore, le ferite, i limiti, le domande senza risposta sensata, l’assenza… Oltre.

🌹Rose e pietre. Fanano🌹

Non potrà mai accadermi nulla di male…

È alla fine di week end come questi che sono certa che non potrà mai accadermi nulla di male, perché l’amore è uno scudo potente anche quando apparentemente il male accade. Sono certa però che il male non ha mai la parola definitiva e dico questo pensando ad una persona luminosa e cara a cui abbiamo detto arrivederci ieri.

Questo fine settimana ha avuto il profumo di rose rosa, di gelsomini, è stato a righe bianche e rosse ma anche un po’ di pizzo fucsia, al sapore di gelatina di camomilla e ricotta, tortellini in brodo e sangria, e di risate alla frase “Ecco, non mi serve più niente, possiamo andare! Uuhhh, guardate: le lucine colorate! Gli asciugamani, che bei colori!! E quel carrellino bianco-beige, secondo me in cucina sarebbe perfetto… I contenitori di plastica, dobbiamo prenderli, ne sono spariti diversi chissà dove, un po’ come i calzini nella lavatrice!”, indovinate dove eravamo! La cosa bella è vedere come la casa cambia nel tempo insieme a noi, gli oggetti si spostano secondo un nuovo ordine e a volte spariscono per lasciar posto al nuovo, arriva spazio dove prima era tutto pieno e pieno dove prima il vuoto era profondo. E poi in un’osteria in un incantevole paesino sulle colline bolognesi puoi parlare con la cameriera di figlie adolescenti dopo che lei ha notato la tua seduta sul gradino davanti all’ingresso che ascoltava musica guardando nel vuoto davanti a sè e l’ha notata perché la sua è uguale. Tortellini in brodo, sempre, grazie.

🌾noi3, Monteveglio, Bologna🌾

Dacci oggi il nostro big bang quotidiano

Sono così stanca che mi pare di muovermi in una dimensione ovattata e con suoni lontani. Un po’ come sulla luna, o forse dentro ad un acquario. Ho giornate intensissime e interminabili in cui attraverso tutti gli stati della materia. Stato solido, molto solido, come quando mi pare di pesare 190 kg e invece ne peso solamente 50, ad esempio a yoga quando mi muovo con estrema leggerezza che mi pare di avere tronchi di albero secolare al posto delle gambe o in vari momenti della giornata, quando i pensieri pesanti diventano la mia cifra. Stato liquido, come quando mi sciolgo davanti alla dolcezza, ma anche dinanzi alla delusione e mi capitano spesso entrambe le cose scioglievoli. Stato gassoso, come quando rido, rido, rido, o bevo e la testa mi diventa leggera ed è bellissimo, o leggo un libro meraviglioso ed evaporo un po’, o quando una cosa si risolve inaspettatamente e mi convinco che la vita tutto sommato può essere come quell’insieme di goccioline fini fini che insieme compongono l’arcobaleno. Stato di plasma, che un po’ somiglia a quello gassoso, ma che in realtà si riferisce precisamente allo stato della terra subito dopo il big bang e io di big bang ne ho numerosi quasi quotidianamente, per cui quello di plasma è il mio stato favorito, quello che mi rappresenta di più. Perché la stabilità mi appartiene poco, che non significa che non sono affidabile… Semplicemente vivo tutto e il contrario di tutto spesso, sono una moltitudine di emozioni e idee e situazioni e relazioni tutte insieme e questo credo che sia il mio pregio, ma anche il mio difetto più grande. Raro trovare chi può comprendere. Nel frattempo ho ritoccato lo smalto sulle unghie dei piedi perché il tappetino di yoga ha colpito di nuovo. Anche il mio rigoglioso pomodoro in balcone è stato colpito, ma non spezzato, dal monsone quotidiano. Io stessa sono stata colpita dal dito medio di due distinti vecchi al volante: quello davanti a me che ha inchiodato per far passare un pedone e mi ha mostrato il dito medio perché credeva che gli avessi suonato il clacson, quando invece l’ha suonato vecchio2 che stava per entrarmi nella portiera quando ho inchiodato a mia volta e lui credeva di volare allegramente dentro alla rotonda, come una butterfly. Colpita anche dal fatto che è necessaria tanta, tantissima energia per proteggere ciò che abbiamo costruito con cura, amore e fatica dalla manacce sporche di chi non ha mai voluto imparare ad essere felice e vuole sporcare il bene altrui. Di chi non sa che si appartiene a chi di notte ci toglie il libro dalle mani addormentate, gli occhiali dal naso per appoggiarli sul comodino e spegne la luce prima di mettersi a letto accanto a te.

Abitare un luogo che è tutto mio

Quando vedo mucchietti di pietre, semi, lavanda, biglie io non capisco più nulla e devo infilare la mano, toccare, stare lì un pochino… Immaginatevi quando stamattina al festival olistico sul banco del mio amico Marco ho visto questo cestino di acquamarine! Il toccare tutto mi rassicura, come i bambini, in particolare oggetti che mi trasmettono energie buone. Marco è stato il primo che mi ha fatto la campana tibetana. Mi ha letteralmente infilata in piedi dentro ad un campanone e mi ha suonata e, al di là del modo ironico in cui la sto raccontando, è stata un’esperienza che mi ha smosso un’energia incredibile e il desiderio di entrare in contatto il più possibile con suoni e vibrazioni positive. Quando suono ed energia mi attraversano riesco a vedermi dentro, a prendere le misure della vita che mi scorre attraverso e ho la sensazione magica e potente di abitare un luogo che è tutto mio, il mio corpo. Comunque mentre ero molto impegnata a toccare le acquamarine, mi sono persa una richiesta bizzarra di una cliente di Marco, che poi ha esclamato con il suo solito tono da guru toscano “Mentre tu ti concentri su un dettaglio, la vita ti scorre di fianco e ti perdi un sacco di roba!” e un po’, come al solito, è vero. Ci ho riso su ma anche pensato a fondo, a quante volte mi perdo dietro a ragionamenti e situazioni marginali tralasciando così tanta bellezza. Capita anche a voi? Felice fine di week end.

Lupo cattivo

Con i bimbi capita quotidianamente di parlare del lupo cattivo e di Babbo Natale, sì perché i piccolissimi hanno paura dell’uno e dell’altro. La seconda paura mi coglie ancora impreparata e di solito cambio discorso dicendo che Babbo Natale si trova ora alle Bahamas a riposarsi e quindi non costituisce alcun pericolo per noi. Mentre sul lupo cattivo sono ferratissima e spiego loro che il lupo sembra solo cattivo ed è importantissimo dargli tutte le occasioni possibili per essere invece buono e lui non ci tradirà. Va solo addomesticato, come tutte le nostre paure, che sembrano molto più nere di ciò che in realtà sono. “Storia di un lupo cattivo, che in realtà non era cattivo affatto…”, così come biscia velenosa, coniglio pauroso, gazza ladra e porcello puzzolente. Anche se siete grandi leggetelo, Lupo cattivo (Giraldo, Bertelle), perché dalle favole c’è sempre tanto da imparare. Saper leggere oltre le apparenze e gli stereotipi è un dono prezioso. Anche se sappiamo che a volte, ma raramente, le cose sono esattamente come sembrano e qualche lupo cattivo c’è, purtroppo. Ma ai bimbi non l’ho detto. È un segreto che rivelerà la vita.

Fiorire dentro

Sono già passati tre mesi dall’intervento, da quando il mio nodulo amato e odiato ha preso la sua strada. Era diventato grande, ormai! Chissà come sta… Quante cose si intrecciano quando si sa cogliere la benevolenza della vita, che passa così velocemente e in modo così pieno di bello e di brutto e ci stanno entrambi, perché la vita è così! Oggi una donna bella in chemio era felice perché stava partendo per l’alta montagna, “Sono felice perché là almeno potrò usare la parrucca senza avere un caldo mostruoso!”. Poi non avevo mai pensato a quanto amo gli alberi, non me ne ero mai resa conto, ma sono sempre cresciuta all’ombra di un albero; penso di averlo scoperto quando ho iniziato a respirare davvero. Un cedro del libano custodisce i miei ricordi di infanzia e stende la sua ombra sul riposo eterno dei miei genitori e dei nonnini. Un leccio maestoso mi ha trasmesso pace, tanta pace. E ora tigli, moltissimi tigli che mi aiutano a gettare il cuore sempre oltre. Avete mai osservato le mani di chi vi sta accanto? Io lo faccio sempre a yoga. Osservo gli anelli delle mie compagne e mi immagino i loro legami, i loro per sempre, quelli che dici prima di tutto a te stessa. I legami mi aiutano a fiorire dentro e le persone che amo sono la parte più bella di me. In tanti mi state chiedendo e raccontando di Goliarda Sapienza, che meraviglia! Felice sera.